Politica

Cassonetti dei rifiuti su suolo pubblico, addio al decoro urbano

Non è solo una questione di «look» ma di igiene urbana e di rispetto del codice della strada e dei regolamenti comunali

TEANO (Alessandro Lepre) – Una mostra permanente di bidoni straboccanti di rifiuti, una galleria di cassonetti, buste, sacchi per l’immondizia: ecco il biglietto da visita che in molte vie Teano purtroppo mostra a turisti e forestieri. E l’amministrazione comunale, che fa? I nostri cari amministratori pubblici sii girano forse tutti dall’altra parte o invece di percorrere in auto o a piedi le vie di Teano passano sulla città in aereo? La risposta più brutta sarebbe questa: «Non ne sapevo nulla».

Comunque sia la disattenzione è palese e c’è chi ormai crede davvero tra taluni cittadini che i cassoni e i secchi di varia grandezza possono essere posizionati a piacere, in qualunque posto, dove pare piace ai proprietari di case, ville e codomini plurifamiliari. Forse chi abita a Teano in certi quartieri di Teano è portato a pensarlo, ma non è affatto così. Ci sono precise prescrizioni comunali, ci sono leggi in materi e c’è il codice della strada.

Anche se si risparmiano spazi privati, cortili, ingressi ed altro, anche se risulta piuttosto comodo affacciarsi alla finestra e gettare già una busta d’immondizia non è comunque possibile ubicarli dove si vuole. Ci sono questioni d’igiene, specialmente quando si tratta dei bidoni destinati alla raccolta dell’umido o all’indifferenziata.

Per avere dei pessimi esempi basterebbe farsi un giretto lungo viale Dei Platani a Teano e nelle attigue traverse per vederne di tuti i colori. L’inciviltà è imperante. E non solo una questione visiva, di apparenza. Il fatto è che se questi tipi di rifiuti non vengono raccolti di primo mattino (come prevedono i capitolati d’appalto), oppure anche solo per un blocco per motivi tecnici della raccolta ecco che cominciano a sprigionarsi cattivi odori.

I rischi sono tanti, dai cattivi odori alla presenza di blatte e mosche attratte dalla puzza. E in agguato, in questo caso, ecco le infezioni, l’arrivo di animali che, incolpevoli, sono attratti dai resti commestibili dei rifiuti umani. E non c’è da calcolare solo i cani perché i bidoni su pubblica via è una calamita anche per: formiche, insetti, topi e, ultimamente, anche bestiame selvatico, come i cinghiali.    

Basta fare un giretto sul web per informarsi e sapere che: «La normativa generale per il collocamento dei cassonetti dei rifiuti è contenuta nell’art. 25 del Codice della strada: i contenitori per la raccolta dei rifiuti solidi urbani «di qualsiasi tipo e natura» devono essere collocati in modo da non arrecare pericolo od intralcio alla circolazione. Inoltre, vanno posizionati in apposite sedi e, ove possibile, in un punto esterno alla carreggiata, in modo da non costituire ostacolo per la circolazione dei veicoli e dei pedoni.  Di regola, i cassonetti e i bidoni non possono essere posizionati a una distanza inferiore a cinque metri dagli incroci e non possono occupare i marciapiedi, a meno che non vengano ricavati appositi spazi che garantiscano una larghezza minima di almeno un metro per il transito».