Cultura

Uno Bianca, Vito Tocci a Calvi Risorta: «Ho presentato un nuovo esposto»

L’ex presidente del comitato vittime svela novità al Premio legalità. Moderatrice l’avvocata D’Andrea.

TEANO/CALVI RISORTA (Elio Zanni) – «Riuscimmo a sfuggire alla morte solo grazie ai nostri riflessi. Fummo più fortunati dei tre colleghi uccisi nel quartiere Pilastro, a Bologna». Impressionante il racconto che a Calvi Risorta fa, Vito Tocci, della strage del 30 aprile 1991. Tocci, carabiniere in pensione, ex presidente dell’associazione familiari delle vittime della Uno Bianca, lascia intendere di aver firmato un nuovo esposto e che cerca nelle pieghe dei fatti tracce di nuove verità sull’accaduto. «Non dimentico – conclude –  ho ancora quattro colpi di pistola nella schiena».

Calvi antica ieri mattina. In poco più di due ore si consuma una delle poche manifestazioni più spontanee e senza doppi fini di tutta la Campania: il Premio Nazionale Testimoni di Giustizia e di Impegno Civile. Al tavolo si alternano persone, ormai personaggi: eroi di giustizia, esempi di coraggio civile e militare.

C’è chi è arrivato lì con la scorta. Come don Antonio Coluccia «prete indigesto» che spiegava il senso della sua presenza lì e della mattinata calena. A Roma Nord iniziò a sottrarre ragazzi e ragazze alla strada e alla camorra e iniziarono i suoi guai. «Questi territori, inquinati e assoggettati alla camorra – dice – vedono ora il realizzarsi di una manifestazione che rappresenta l’esatto opposto». Anche per lui applausi, premiati dalla Cattedrale romanica di san Casto dell’XI secolo con una eco suggestiva.

Per la 10° edizione il parterre degli invitati è piuttosto vasto e curato. Come del reto il tema del giorno: la legalità. A nessuno sfugge la bellezza del luogo e i complimenti si sprecano per un sorridente don Antonio Santillo che saluta. «Benvenuti, qui si parla di legalità e giustizia, ma non è mai abbastanza». Don Coluccia, don Santillo e poi don Fernando Russo, prete coraggio. Ebbe il coraggio, è proprio il caso di dire, di abbandonare la processione quando il corteo osò fermarsi sotto il balcone di un noto malavitoso. Per lui è stato coniato questo emblematico encomio: «Siamo tutti con don Fernando, la Madonna del Rosario non s’inchina alla camorra».

Al Premio, cosa più unica che rara, è apparso anche il sindaco del posto, Giovanni Lombardi, che non lesina complimenti all’ideatore dell’incontro, Vito Taffuri, «per il ritorno in grande spolvero – dice – della manifestazione».   

E dopo tre anni di fermo ci sono diverse novità. Come l’idea di dedicare l’edizione della ripresa a chi di «riprese» (in tutti i sensi) è vissuto. Ci si riferisce al grande Gigi Mele. Alla sua memoria è andato il premio ritirato dai familiari e dal figlio, Silver Mele, giornalista e volto televisivo. Gigi: Atleta e Videoreporter di successo, onore e lustro, a perenne memoria, dell’Agro Caleno.   

Ancora novità. Gli ideatori hanno deciso di allargare l’organizzazione alla partecipazione di collaboratori, giornalisti, consulenti, ex militari, speaker e moderatori, anche della vicina città di Teano. Infatti, per esempio, a presentare il Premio 2023 è Maria Paola D’Andrea, avvocata penalista del Foro di Santa Maria Capua Vetere, oltre che componente del Consiglio comunale di Teano. Abituata a parlare in pubblico, la sua conduzione è stata giudicata: perfetta. Per la consegna di alcuni premi è stato incaricato ancora un teanese, Alessandro Lepre, già appartenente all’Esercito Italiano, oggi impegnato nel settore del commercio.

La premiazione. Tutti prendono la parola, anche solo per un saluto di ringraziamento, oppure per diffondere il messaggio caritatevole e giustizia umana del proprio operato. È il caso di don Rito Alvarez che da anni lavora «per sottrarre i bambini dallo schiavismo dei narcos colombiani».

Anche l’impegno politico trova spazio a Calvi, con la presenza di Francesco Emilio Borrelli, giornalista Consigliere regionale. L’encomio per lui dice tutto: Minacce di morte: medaglie al valor civile del suo impegno politico. Forti le critiche di Borrelli ai fuorvianti messaggi di serie televisive come Mare fuori «quando si tenta di rappresentare il carcere – afferma – come un luogo del quale, tutto sommato, non è il caso di temere». Poco prima aveva parlato proprio uno specialista del settore, Fabio Renda, l’ispettore di Polizia penitenziaria che dai segnali lanciati a Borrelli lasciava bene intendere che nelle carceri vige ancora, per fortuna, il massimo della disciplina; nel rispetto della persona. Renda è già assurto agli onori della cronaca, quando si rese protagonista del salvataggio di un bagnante a rischio di annegamento nel mare di Oristano.

Soddisfazione per l’evento, anche dal Vice Comandante per il Territorio del Comando delle Forze Operative del Sud, Generale Claudio Minghetti in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale Pietro Serino; premito per l’efficacia della strategia di Guerra elettronica nella difesa nazionale, dalle onde radio alla rete.    

Apprezzamenti anche dal Capitano di vascello Piercarlo Di Domenico, in rappresentanza del premiato Ammiraglio Comandante generale della Guardia Costiera Nicola Carlone per il grande lavoro e per le vite umane salvate. Premiato quale «Professionista formatore delle Stelle future delle Forze armate» il Generale Area Luigi Casali, Comandante Accademia Aeronautica di Pozzuoli. Premiata, naturalmente, l’esperienza professionale al servizio della giustizia del Sostituto procuratore Dda di Napoli, Giuseppe Visone. Ricordate e premiate le lucide inchieste giudiziarie condotte da Immacolata Sica, sostituto Procuratore della Repubblica di Napoli. Per la lotta condotta nel fare giustizia sui fatti relativi all’impiego militare e alle morti prodotte dall’uranio impoverito, premiato Domenico Leggiero. Chiamati al Premio, per le azioni eroiche, i rappresentanti della 3^ squadra dei Vigili del Fuoco di Treviso Vigili del Fuoco di Treviso, ringraziando Livio Zaros, Tiziano Breda, Dario Guerra, Giuseppe Mantio e Giuseppe Appio. Dalla vicina Vairano Patenora non sono sfuggite all’attenzione degli organizzatori le gesta e il coraggio nel salvare una vita umana di Fabrizio Sabino, Comandante dei Carabinieri forestali. Veronica D’Ascenzo ora è una insegnante che diffonde il suo messaggio d’amore «A ogni bambino una scuola sicura», rimase per ore sotto le macerie a San Giuliano di Puglia. Premi anche per Luigi Crupi, Ispettore di Polizia di Stato: Quell’Isola di Capo Rizzuto e l’abbraccio dei bambini, ecco l’uomo che rischiara il buio dell’egoismo umano. E per Luca Attanasio, commissario di Polizia di Stato: Sotto la sua direzione e guida, ogni operazione: un successo.

Tra gli atti di coraggio nel civile l’attenzione è andata anche a Tania Di Guida, gioielliera vittima di tentata rapina: Nulla ha poté quel giorno, contro il coraggio del suo amore materno. Applausi per il Daniele Manganaro I° Dirigente di Polizia di Stato «Difensore dei servitori dello Stato, sventò l’attentato di mafia», quello contro il presidente Giuseppe Antoci che subì l’attentato mafioso del 18 maggio 2016.

Ai microfoni della moderatrice della serata, l’avvocata D’Andera anche Salvatore Cantone, associazione Antiracket: «Imprenditore coraggioso, esempio di risposta alle pretese di camorra». La replica: «Non chiamatemi coraggioso, ho solo fatto quello che si doveva fare. Se lo facessero tutti, la parola coraggio potrebbe essere messa da parte».

A Calvi anche i poliziotti del commissariato di Sessa Aurunca e il loro Dirigente vicequestore aggiunto Celestino Frezza. Premi consegnati ai poliziotti per «Meritoria sentinella di giustizia del territorio Aurunco Sovrintendente Picazio Raffaele – Assistente Capo coordinatore Cavaliere Fabio».

Nell’antica Cales i rappresentati del Comando Guardia di Finanza di Rimini che affascinati dall’antica Cattedrale hanno ripercorso le loro gesta negli abissi marini, quali scopritori dei segni e dei simboli della nostra Storia.

Meritato Premio anche per i familiari dello scomparso Maresciallo Gianflavio Monaco, giunti dalla vicina San Prisco. Si sospetta che Gianflavio potrebbe essere morto a causa dell’uranio impoverito utilizzato per potenziare particolari ordigni. Attraverso lo Stato e la Giustizia i familiari stanno cercando di capire quale sia la verità. San Prisco ha contributo alla mattinata calena, con la presenza del fotoamatore e fotoreporter Giuseppe Paolino.  

La nuova organizzazione, con l’intento di migliorare tutti gli aspetti della mattinata culturale ed emozionale, oltre ad aumentare la base, con i consulenti di Teano, già pensa al prossimo appuntamento, col quale di prefigge di bissare il successo di ieri e del recente passato.