Inchieste

Mercato «irregolare» da 1 anno: manca un nuovo Piano comunale e l’ok regionale

Mini «inchiesta» sullo stato di salute dell’antica fiera sidicina del sabato mattina nel borgo medioevale

TEANO (Redazionale) – Il Mercato settimanale del sabato mattina di Teano, quale è, oggi, il suo stato di salute? Che non viva un momento esaltante è cosa nota. Molti, troppi, commercianti ambulanti, nel tempo, per una serie di problemi (mancanza di veri parcheggi per visitatori, spazi per gli espositori collocati con scarso filo logico, assenza assoluta di servizi igienici pubblici, continui riassetti degli stalli), hanno preferito andare a piazzare le loro bancarelle altrove, in altre città magari meglio organizzate.

Questa è successo. Ma il Mercato sidicino è comunque, sempre, sopravvissuto a questi insulti disorganizzativi. Ora, però, non molti sanno (oppure chi sa, fa finta di non sapere), che il Mercato potrebbe essere davvero in serie difficolta: bloccato dalle autorità competenti. Questo, a giudizio di più di un osservatore esterno, sempre per la superficialità di chi è preposto o sarebbe preposto – il condizionale è d’obbligo – a gestirlo: il comune, gli amministratori di sempre e quelli di turno.

Manca o mancherebbe (usando un eufemismo) semplicemente perché è scaduta, la necessaria autorizzazione regionale che scatterebbe però a valle della presentazione da parte del comune di un nuovo Piano Mercato che i pettegoli corridoi comunali danno come «tutto da studiare, sottoporre alle Commissioni comunali e mettere nero su bianco».

La concessione per la quale fu possibile organizzarlo esattamente lì dov’è adesso, fu richiesta e ottenuta nel periodo pandemico del virus Covid19. Ecco perché ora si può osservare un’area mercatale che si estende da via Giuseppe Garibaldi fino alle rampe dell’Ospedale che poi si chiama via Roma.

Ma questo assetto aveva una sua validità, scaduta ormai da un anno. In pratica ora andrebbe immediatamente riportato lì dov’era prima: lungo viale Europa e fino a piazza Santa Maria La Nova. E anche in tal caso potrebbe forse dirsi, alla luce di autonome inchieste documentali: «illegittimo».

La mini storia è questa: Le autorizzazioni erano da ritenersi come già scadute dal mese di dicembre 2020. Ma sul finire di quell’anno scoppiò l’emergenza virus Covid19. Risultava per molti difficoltoso reperire generi alimentari. Che dire poi dei mancati guadagni di certi già «inguaiati» ambulanti? Serviva un miracolo. E miracolo fu davvero, grazie all’idea di sfruttare proprio un decreto che ammetteva il commercio malgrado il Covid, per i generi alimentari di prima necessità.

Il merito va riconosciuto a due cittadini di Teano e questa cosa fu dichiarata all’epoca ai giornali direttamente dal sindaco del momento, Dino D’Andrea. Ecco la sua dichiarazione su Cronache di Caserta: «Siamo riusciti a riaprire il Mercato e ringrazio per questo il manager Covid Alessandro Lepre e al coordinatore della Protezione civile Nicola Faella».

Entrambi riuscirono ad ottenere la riapertura a maggio 2020 nel rispetto dei vari Dpm e delle relative ordinanze sindacali firmate dal sindaco D’Andrea. Le ordinanze predisponevano l’apertura controllata nella applicazione precisamente, con l’accorpamento di tutti gli operatori nel centro storico. Nel frattempo a maggio del 2020 la Regione Campania emanava la legge n. 91 inerente l’applicazione delle nuove norme del commercio a sede fissa sulle aree pubbliche (vedi mercati).

Ad aprile 2022 viene a decadere l’emergenza e gli stessi organizzatori non erano ancora riusciti ad ottemperare alla legge regionale n. 21 del 2020. I due, Lepre e Faella, in assonanza con Segretario comunale e Commissario prefettizio, decidono di non mollare. Fu chiesta è ottenuto – invocando ancora cautela – uno slittamento dei tempi di scadenza del permesso.

Tre mesi di proroga, fino al mese di luglio 2022, richiesti e ottenuti, per avere più tempo per definire un nuovo progetto e adeguare l’area mercatale nelle more della Legge Regionale n. 91 del 2020.

E siamo al nocciolo della questione. Da quel giorno in poi, ossia dal mese di luglio 2022, con la dichiarazione ufficiale di fine emergenza, nella distrazione diffusa il mercato può essere considerato oggi: irregolare.

Almeno questo si capirebbe, è bene ripetere, leggendo le carte e le notizie apparse sulla carta stampata all’epoca dei fatti. Per chiunque volesse condurre la stessa indagine non ci sono problemi: le carte sono tutte disponibili.

A questo punto la domanda sorge spontanea: «2 cittadini in 2 anni crearono e definirono il mercato così come previsto per Legge, ma oggi come oggi, a un anno di distanza, chi di dovere cosa ha fatto per renderlo legittimo?» Concludendo, corre voce che a luglio 2022 il Sindaco venne messo a conoscenza della reale situazione mercatale, ciò da parte dei due cittadini promotori e in presenza, come sempre, di membri del Comando della Polizia municipale.

La speranza di tutti, a questo punto, per il bene del Mercato, è che i preposti, i delegati, i demandati, gli eletti, i designati corrano subito ai ripari in modo che non passi un altro anno senza un bel nulla di fatto.