Politica

L’accusa «Incuria e degrado nel cimitero»: Adriano Del Sesto alza la voce

Il Paese Domani evoca «I Sepolcri» per denunciare i segni del mancato passaggio dalle barbarie alla civiltà

PIETRAVAIRAMO (Elio Zanni) – «La civiltà dei popoli si riconosce dal culto dei morti». Parte così, con una citazione tratta dall’opera «I Sepolcri» del Foscolo – quasi obbligatoria quando l’argomento è il cimitero – l’ultima osservazione critica del gruppo politico «Il Paese Domani» rispetto alle condizioni generali della città le cui sorti sono rette della maggioranza del sindaco Marianna Di Robbio

Siamo a Pietravairano. Popolazione di poco superiore ai 3mila residenti, ubicata a meno di quindici chilometri in auto da Teano e fasciata dai territori di Pietramelara, Vairano Patenora e Riardo.

L’argomento sul tavolo, bollente, di un luglio pazzesco, è l’incuria dell’ultima dimora dove, come denuncia il leader della minoranza consiliare, Adriano Del Sesto: «A regnare è solo l’incuria, il degrado e la dimenticanza». Come è solito fare, Del Sesto, prima di aprire bocca per evitare lotte basate su mere opinioni personali, mostra le prove visive delle sue dichiarazioni: un servizio fotografico del camposanto di Pietravairano.

E che vuoi controbattere? L’evidenza è nei fatti o come direbbe lo stesso Del Sesto in un’aula di Tribunale: «É di evidenza palmare». 

«Un Cimitero in disordine, degradato e abbandonato accoglie il familiare, il parente o l’amico che volesse far visita ad un defunto. Un po’ ovunque lavori interminabili, transenne, trabattelli, erbacce, pavimentazione deteriorata, rifiuti lasciati in aiuole per il verde da anni, una Cappella in abbandono completo. Addirittura – soggiunge Del Sesto e gli attivisti del «Il Paese Domani in un comunicato – una nuova ala in costruzione mai terminata. Non si sa come, l’amministrazione abbia consentito che i lavori già pagati dai cittadini che hanno acquistato uno spazio, una cappella privata, non venissero mai conclusi dalla ditta appaltatrice. Solo a distanza di anni, ci si è accorti che quest’ultima non ha eseguito nemmeno la metà dei lavori, revocando così l’appalto! Allora ci chiediamo: per i soldi già pagati alla ditta dall’Ente? Per i soldi già pagati dai cittadini? Li avranno mai restituiti o terminati i lavori? Domande a cui noi di opposizione non possiamo rispondere, ma tuttavia ci impegniamo al massimo per chiedere conto all’amministrazione Di Robbio – Zarone. Nonché di sollecitare gli stessi affinché venga restituita dignità ai nostri cari defunti con una pulizia e riordino straordinario del Cimitero Comunale».

Un intervento lungo, non certo rivolto a frettolosi lettori. Ma c’è l’affondo politico finale rivolto alla cordata Di Robbio-Zarone: «Per il bene di Pietravairano, per il bene dei cittadini, ci attiveremo ancora una volta per destare questa intorpidita e disamorata amministrazione».

Sono anni che l’avvocato Adriano Del Sesto tenta di dimostrare, sempre più spesso con prove e fatti concreti alla mano, che per i cittadini di Pietravairano potrebbe esistere, volendo, una nuova primavera politica e sociale. È da tempo che però lo stesso Del Sesto sembra proprio aver cambiato strategia, abbandonando i vecchi sistemi delle accuse politiche dal sapore teorico e retorico, per passare alla continua raccolta di prove tangibili delle cose che non vanno e che quindi sono di nocumento per le sorti della città.

Per De Sesto e per i suoi sempre più numerosi sostenitori, sintetizzando al massimo i suoi stessi pensieri espressi via web nell’ultimo periodo, l’amministrazione odierna non solo non produrrebbe dei risultati ottimali e all’altezza della situazione, ma non vuole nemmeno ammettere la realtà delle cose.

Una cosa appare certa, senza per forza dare l’impressione di spezzare altre lance appannaggio di Del Sesto ma solo considerando alcune delle «Pagine di Storia Nostra», effettivamente si nota una straordinaria ridondante continuità nella vita politico-amministrativa della città di Pietravairano.

Marianna Di Robbio è stata eletta sindaco alle comunali dello scorso 26 maggio 2019 ma dalla composizione della lista e poi, di più e meglio, dalle posizioni in Consiglio è chiaro come e in che quantità e qualità ha ricevuto in dote l’appoggio della vecchia maggioranza. Che nessuno si senta assolto, dunque, se Del Sesto fa ricadere la scure in senso trasversale sull’attuale sindaca e su tutto «l’asse ereditario» quando parla dei problemi mai risolti della città.

Voti, potere politico e problemi passati di mano in mano, come in una corsa a staffetta – e per questo senza che fosse posta mai l’opzione del beneficio d’inventario in una cascata generazionale abnorme, lunghissima. Di Robbio, così volendola considerare la cosa dal punto di vista politico, è frutto dal doppio mandato di Francesco Zarone, (199-2014-2019) e prima ancora dall’ex sindaco Dario Rotondo (199-2004-2009) che però dando slancio alle economie della città mise in discussione la sua stessa figura personale e professionale. Quanto detto, senza contare – perché troppo distante nel tempo – l’ex primo cittadino Giuseppe Acquaro, del lontano 1995.

Ecco allora il perché, il motivo, del valore attributo al messaggio odierno di Del Sesto che difficilmente in una analisi politica come questa, benché frettolosa e sommaria, può essere lecitamente sottaciuta. Sembrerebbe vieppiù opportuno, infatti, sempre col consenso del voto del Popolo sovrano, volendo fare onore alla parola Democrazia, al netto delle azioni financo positive poste in essere dai maggiorenti «eternauti» e guardando Pietravairano da lontano: un tentativo di cambio di passo, un esperimento di discontinuità.

Ma questo non è certo un argomento da metà luglio, quanto piuttosto da periodo pre-elettorale. Ed è in quel momento, nel mese delle rose, che sarà certo più fruttuoso e opportuno ritornare su argomenti consimili.