Politica

La piscina naturale in Collina, un esempio di degrado e rassegnazione dei cittadini

La «nota» per Scoglio: ora l’aggiornamento delle pianificazioni di protezione civile non può attendere.

TEANO (Pietro De Biasio) – In un contesto in cui la cosiddetta «piscina» comunale sulla Collina di Sant’Antonio sembra ormai più una costante che un’eccezione, le parole della Prefettura di Caserta dovrebbero riecheggiare come un campanello d’allarme.

Nei giorni scorsi la Prefettura con una nota ha sollevato giustamente l’importanza di affrontare il rischio idrogeologico ed idraulico in modo proattivo. In sintesi, per la Prefettura è urgente prepararsi alle imminenti stagioni autunnale e invernale, implementando misure preventive e di soccorso.

La nota richiama l’attenzione delle autorità locali sulla necessità di monitorare le aree a rischio di allagamenti, inclusi sottopassi, canali e corsi d’acqua, e garantire il corretto funzionamento delle infrastrutture idrografiche e di smaltimento delle acque meteoriche, compresa la pulizia delle caditoie, in accordo con le pianificazioni di protezione civile.

Il territorio di Teano è indubbiamente vulnerabile ai capricci di madre natura. E non si tratta soltanto di un problema meteorologico, ma anche di una gestione carente delle infrastrutture. La Collina di Sant’Antonio ad esempio, invece di essere un luogo di bellezza naturale, si trasforma in una minaccia ambientale ogni volta che piove copiosamente.

Questo fenomeno, ben noto a tutti i residenti, sembra essere stato accettato con una sorta di rassegnazione, come se fosse diventato un «rituale» che si ripete ad ogni pioggia. Ma questa non è la normalità che dovremmo tollerare.

Questa situazione richiede un’azione decisa da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Scoglio che dovrebbe considerare seriamente l’aggiornamento delle pianificazioni di protezione civile, adattandole alle condizioni mutevoli del territorio.

La Prefettura di Caserta ha lanciato un appello, ma ora spetta all’amministrazione comunale tradurre le parole in azioni concrete. La sicurezza e il benessere della comunità dipendono da questa determinazione. Pulizia di griglie, canali di raccolta dell’acqua piovana e caditoie stradali su tutto il territorio comunale.

«Basta poco che ce vò!», diceva Giobbe Covatta in uno storico slogan a favore della campagna di raccolta fondi dell’«Amref». Un richiamo semplice ma potente all’azione, un promemoria che ci ricorda quanto poco sia necessario per prevenire disastri.

È tempo di agire, pulire e proteggere il nostro territorio, affinché possiamo affrontare le sfide della natura in modo più sicuro e responsabile. E la «piscina» non può più essere un problema ignorato, ma una sfida che deve essere vinta.