Politica

«Le lacrime di Sant’Antuono», dispersione idrica da un mese nei pressi della chiesa.

Anche il parroco del posto ha segnalato il problema, ma niente: lo spreco del prezioso liquido continua.

TEANO (Pietro De Biasio) – Nonostante l’argomento possa sembrare ormai banale e privo di interesse sui social media. Tanto di ruscelli lungo le arterie stradali, di fontane «sgorganti», di veri e propri rivoli lungo le cunette, di potenti zampilli sparati per aria in ogni direzione, di altri spettacoli acquatici, se ne contano a iosa sul vasto e lastricato territorio comunale.

Ma noi di TeanoCe vogliamo continuare a porre l’attenzione su questa problematica e ci sforzeremo sempre di fornire informazioni e notizie che altri potrebbero trascurare o evitare di riportare fedeli al motto «della direzione ostinata e contraria» nell’informare i cittadini.

Oggi, vogliamo mettere sotto i riflettori una perdita d’acqua significativa che si sta verificando nei pressi della chiesa di Sant’Antonio Abate. Da diverse settimane, una perdita d’acqua abbondante si manifesta nella zona adiacente alla chiesa di Sant’Antonio, creando un notevole disagio per i residenti e i frequentatori del luogo.

L’acqua scorre copiosamente lungo la strada, causando non solo un potenziale spreco di risorse idriche, ma anche un pericolo per la sicurezza dei pedoni e degli automobilisti. Una delle ipotesi che potrebbe spiegare l’origine del problema è stata la presenza di un camion di grosse dimensioni parcheggiato durante i lavori di rifacimento dei marciapiedi su viale Ferrovia.

Questa ipotesi suggerisce che il peso e la pressione esercitata dal veicolo potrebbero aver causato una rottura nella condotta comunale, dando origine alla perdita d’acqua che oramai persiste da circa un mese.

Emergenza idrica e dispersione d’acqua.

In soccorso ci viene il Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano che ci ricorda che la differenza tra i volumi prelevati ed utilizzati (7,6 miliardi di m3) mostra il livello complessivo di dispersioni d’acqua e dimensiona lo spreco del sistema. «La dispersione, si legge sul sito dell’associazione no profit nata nel 1975, è molto più accentuata nel settore civile, con perdite del 45,3%.

Il dato più eclatante è quello degli acquedotti che non lascia spazio a dubbi sullo stato della rete: si perdono in media 41,4 litri ogni 100 immessi nelle reti di distribuzione (inclusi nel dato gli allacciamenti abusivi e gli errori di misurazione)».

Gli acquedotti in Italia si sviluppano per 425mila km di rete, inclusi gli allacciamenti si arriva a 500mila km. Il 60% delle rete nazionale è stato posato oltre 30 anni fa e il 25% supera anche i 50 anni. Ma il tasso nazionale di rinnovo è pari a 3,8 metri di condotte per ogni km di rete: significa che a questo ritmo occorrerebbero oltre 250 anni per sostituire l’intera rete.

Utilitalia stima in 5 miliardi all’anno l’investimento per adeguare e mantenere la rete idrica nazionale, una cifra enorme non alla portata delle finanze italiane.

Attualmente gli investimenti si attestano a circa 32-34 euro per abitante all’anno, mentre la media europea è di circa 100 euro (in Danimarca si arriva a 129 euro).

Nonostante la perdita d’acqua nei pressi della chiesa di Sant’Antonio Abate possa sembrare solo un problema tra tanti, è nostro dovere affrontare queste questioni e sollecitare un’azione immediata.

Speriamo che le istituzioni competenti prendano atto di questa situazione e intervengano al più presto per risolvere il problema.