Caso Mollicone, colpo di scena: annullata dalla Cassazione assoluzione dei Mottola.
Secondo la Suprema Corte, i giudici del secondo grado di giudizio avrebbero accolto in maniera acritica le conclusioni della Corte d’Assise di Cassino
TEANO / ARCE /ROMA – Un fulmine a ciel sereno squarcia l’orizzonte giudiziario del caso Serena Mollicone. Con motivazioni che non ammettono repliche, la Corte di Cassazione ha inferto un colpo durissimo alla sentenza di assoluzione emessa in Appello per l’omicidio della giovane studentessa di Arce, barbaramente uccisa nel 2001. “Passaggi motivazionali talmente contraddittori da risultare incomprensibili” si legge nelle 42 pagine con cui la Suprema Corte ha demolito il verdetto di secondo grado, riaprendo di fatto il processo a carico di Franco Mottola, ex comandante della stazione dei Carabinieri di Arce, della moglie Anna Maria Mottola e del figlio Marco, tutti originari di Teano.
La Cassazione critica le conclusioni di primo grado
L’annullamento della sentenza d’Appello segna un punto di svolta nella lunga e travagliata vicenda giudiziaria. La Cassazione ha censurato l’operato della Corte d’Assise d’Appello, accusandola di aver accolto in modo “acritico” le conclusioni “già traballanti” del primo grado, senza operare il dovuto approfondimento delle contraddizioni emerse nella ricostruzione dei fatti.
Nel dispositivo si legge chiaramente: “Pur richiamando questo passaggio della sentenza di primo grado, non conferma affatto la sussistenza di prove contrastanti rispetto a detta ricostruzione, affermando anzi che quest’ultima era del tutto plausibile; ciò nonostante, incomprensibilmente dichiara insufficienti gli indizi”. Un passaggio che smonta alla radice il cuore dell’assoluzione, puntando il dito contro l’assenza di un’analisi approfondita e coerente degli elementi probatori.
Obbligo di valutazione: il caso Mollicone torna in Appello
La Suprema Corte ha ribadito con fermezza l’obbligo dei giudici di valutare ogni singolo elemento incerto, anche nel rispetto del principio del “ragionevole dubbio”, al fine di ricostruire un quadro logico e coerente. Un principio che, secondo la Cassazione, sarebbe stato disatteso nella sentenza di secondo grado.
Il caso Mollicone torna dunque all’attenzione della Corte d’Appello, con un nuovo processo che dovrà ripartire da zero. Un segnale inequivocabile, che riaccende le speranze di giustizia per Serena Mollicone e per tutti coloro che, in questi lunghi anni, hanno continuato a chiedere verità. Per i Mottola, in ogni caso, a prescindere dal risultato, la complessa vicenda giudiziaria è tutt’altro che conclusa, pronta a scrivere un nuovo capitolo nelle aule di tribunale.






