Giudiziaria Politica

Inchiesta gestione appalti pubblici su presunti legami imprenditoria-politica e criminalità arrestato il sindaco di Arienzo

Ai domiciliari da stamattina Giuseppe Guida, il cui nome compare nell’elenco dei ventuno indagati

ARIENZO (Cop.Ra) – Un’imponente operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) ha scosso all’alba la provincia di Caserta, portando all’esecuzione di numerose misure cautelari e svelando un presunto sistema di collusioni tra imprenditoria, politica e criminalità organizzata. Al centro dell’inchiesta, l’assegnazione pilotata di appalti pubblici nel settore dei rifiuti e nei servizi di sanificazione per le Asl di Caserta e Benevento.

L’ordinanza del Gip, dottoressa Marrone, arriva a quasi quattro mesi dalla richiesta avanzata dal pubblico ministero Maurizio Giordano, che ha meticolosamente ricostruito una fitta rete di favori, tangenti e accordi illeciti. L’indagine ha fatto emergere come alcune gare d’appalto fossero sistematicamente truccate per favorire aziende compiacenti.

Tra i volti noti finiti nel mirino degli inquirenti spicca Nicola Ferraro, imprenditore di Casal di Principe, già consigliere regionale e con un passato segnato da condanne per reati di camorra. Insieme a lui, l’imprenditore Ilario, titolare di una società specializzata in servizi ambientali, è accusato di aver beneficiato di appalti “su misura” in diversi Comuni, ricambiando con tangenti e comportamenti a favore di esponenti politici e funzionari infedeli. Le accuse sono gravi: secondo gli inquirenti, questo sistema avrebbe consentito al clan di infiltrare il tessuto economico e politico del territorio, garantendosi il controllo su lucrosi affari a spese della collettività.

Il blitz ha colpito anche un’istituzione locale: il sindaco di Arienzo, Giuseppe Guida, è stato arrestato questa mattina. Il suo nome figura nella lista dei ventuno indagati. Al momento, non sono noti i dettagli sulla misura cautelare disposta nei confronti del primo cittadino, prelevato dalla sua abitazione all’alba. La sua posizione è al vaglio della magistratura.

Non tutte le richieste avanzate dalla Dda sono state però accolte dal Gip. È il caso di Luigi Bosco, ex consigliere regionale e attuale coordinatore campano del partito Azione. Per lui, il pubblico ministero aveva chiesto gli arresti domiciliari, ma il Gip ha respinto la richiesta. Bosco, al momento, resta a piede libero.

L’operazione è ancora in corso e si attendono ulteriori sviluppi per fare piena luce su questa intricata vicenda che getta una nuova, preoccupante ombra sul rapporto tra potere e criminalità in Terra di Lavoro.