Cronaca nera

Attentato a Ranucci: bomba distrugge le auto del giornalista di Report e della figlia

L’episodio si inserisce in un inquietante climax di minacce rivolte da tempo alla redazione

POMEZIA / ROMA (Elio Zanni) – Lo abbiamo appreso nelle primissime ore di stamattina. L’episodio è talmente grave contro un giornalista (libero da vincoli politici e atti di sudditanza verso le grandi aziende) e la sia famiglia, che non può conoscere confini o limitazioni: interessa tutti. Un fragore assordante ha squarciato il silenzio della notte a Campo Ascolano, tranquilla frazione costiera del Comune di Pomezia, trasformando l’area in uno scenario da guerra. Obiettivo dell’atto intimidatorio: la residenza del noto giornalista investigativo e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci.

Un ordigno esplosivo di notevole potenza è stato fatto detonare proprio davanti all’abitazione, causando la distruzione totale di due automobili: una di proprietà del giornalista e l’altra della figlia.

«La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento», una dichiarazione che riecheggia la gravità dell’attentato, condivisa dal programma Rai su X, sottolineando la potenziale strage sfiorata. Miracolosamente, non si registrano feriti tra gli abitanti. Tuttavia, l’episodio segna un’escalation di violenza che getta un’ombra sinistra sulla libertà di stampa.

Immediatamente dopo l’esplosione, la zona è stata teatro di un massiccio intervento delle forze dell’ordine. Sul posto sono accorsi i Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’area, affiancati dai Carabinieri della compagnia di Pomezia, supportati dal nucleo investigativo di Frascati, e dagli uomini della Digos della questura di Roma.

Le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Velletri, sono in pieno svolgimento. Gli investigatori stanno setacciando la scena per raccogliere ogni traccia utile a ricostruire l’esatta dinamica dell’attentato e a dare un volto e un nome ai responsabili di questo gesto criminale.

L’attentato dinamitardo non è un fulmine a ciel sereno. Si inserisce in un inquietante climax di minacce rivolte alla redazione di Report. Appena un anno prima, a novembre 2024, erano giunte “agghiaccianti minacce” a seguito di un servizio sul conflitto Israele-Palestina, curato dal giornalista Giorgio Mottola.

La denuncia era stata fatta su Facebook dallo stesso Ranucci che aveva riportato anche il testo minatorio:  anche il testo delle minacce alla trasmissione: «Vi dovreste vergognare per l’ignobile servizio anti Israele della scorsa settimana. Pulizia etnica da parte dell’esercito israeliano a Gaza? La meriteresti Voi, stile redazione di Charlie Hebdo».

TCe: «SOLIDARIETÀ A SIGFRIDO RANUCCI E TUTTA LA REDAZIONE DI REPOR