Politica

Opacità infinita a Teano: silenzio sul ricorso Gesia e mutismo sul ruolo del Sindaco nominato Custode giudiziario dell’impianto bruciato Campania Energia

La mancanza di trasparenza equivale a falsare la partecipazione e il dibattito pubblico. E il Pd, cosa fa, visto che la maggioranza è una sua propaggine?

TEANO (Fernando Zanni) – Continua, inesorabilmente, l’opacità amministrativa e culturale della Giunta Scoglio? Sembra proprio di sì! Un post del Sindaco del 19 settembre scorso, ha annunciato il nuovo Ricorso al TAR della GESIA avverso, questa volta, il Decreto regionale di diniego dell’Autorizzazione a costruire l’impianto di trattamento di rifiuti speciali a Teano. Il Ricorso sembra essere stato notificato al Comune, come fa intendere il Post del Sindaco. Ma come nella “migliore” tradizione di questa Amministrazione, sulla faccenda c’è, come dire, il “massimo riserbo”.

E la stessa ritrosia viene manifestata a chi chiede di pubblicare la nomina del Sindaco a custode giudiziario del sito di “Campania Energia”, dalla quale si potrebbe leggere, per esempio, cosa è stato chiesto di fare al primo cittadino per evitare il rogo di rifiuti che poi ha appestato il nostro territorio e quelli di Comuni vicini di diossina e tante altre sostanze killer della salute pubblica.

Un po’ di storia sulla “vertenza Gesia” non fa male e come ha ricordato qualcuno «repetita iuvant»

ANTONELLO BARRETTA

Il Decreto di diniego alla Gesia, è stato provocato, lo ricordiamo per dovere di cronaca, da una diffida e messa in mora notificata al Dirigente regionale responsabile dott. Antonello Barretta dallo scrivente, nella qualità di Referente della Comunità “Laudato Sì – Eco Polis di Teano” (come si evince dall’incipit del Decreto Regionale n. 119 del 23 giugno 2025) e da Marcello Rossi Presidente di No Imp, nella quale si ammoniva la Regione a mettere in esecuzione, senza  indugi e sotto “minaccia” di Ricorso per l’Ottemperanza, la Sentenza del TAR Campania n. 812 del 21 aprile 2025, nonché a prendere in considerazione tutte le argomentazioni  accolte  dal Tribunale Amministrativa in favore del diniego.

Nel mentre, come sappiamo, il Consiglio di Stato (Sentenza n. 7325 del 15 settembre 2025) – al quale si era rivolto in Appello la GESIA per far riformare la citata Sentenza del TAR – non solo ha confermato la Sentenza del TAR citata, accogliendo tutti i quattro Ricorsi, ma ha anche scrutinato positivamente il Ricorso Incidentale della Società Ferrarelle, che ha aggiunto alla vertenza ulteriori importanti argomentazioni giuridiche, come per esempio la recente tutela di rango Costituzionale dell’Ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi.

Ma il Consiglio di Stato non ha solo bocciato la Gesia. Ha messo anche fine alle insensate teorie – ripetute decine di volte da qualche avvocato – secondo le quali tutto si era “cristallizzato” al 2021 e che, pertanto, poco si sarebbe potuto fare e che, d’altra parte, l’approvazione del Puc non avrebbe avuto alcun valore giuridico per bloccare Gesia.

Teorie clamorosamente smentite!  Il Consiglio di Stato, come si ricorderà, ha sconfessato entrambi i “ragionamenti giuridici”, sostenuti in primis dal Sindaco in post sul web, dibattiti e interviste, secondo i quali l’approvazione del Puc sarebbe stato ininfluente e che la “cristallizzazione” del Giudicato avrebbe dato poco spazio alle ragioni della Comunità cittadina.

Un doppio infortunio, che dovrebbero valutare criticamente e radicalmente innanzitutto i seguaci, i fallower e chi pratica la “servitù volontaria”, prima ancora delle Associazioni e dei normali cittadini, per le conseguenze nefaste che avrebbero potuto provocare, alla nostra Comunità, agli ecosistemi e alle attività agricole, se non fossero state, rigorosamente e caparbiamente, rintuzzate e sostenute anche in sede Giudiziaria dalla Comunità “Laudato Sì”, “No Imp” e dalla Fondazione “Confidenza Castallo”, per poi “migrare” in tutti gli altri Ricorsi.

La conferma dell’opacità amministrativa, patologica, è nelle due vicende: il ricorso Gesia e la nomina a custode giudiziario: introvabili, mai resi pubblici. E la mancanza di trasparenza di un’istituzione locale, non equivale a falsare la partecipazione e il dibattito pubblico? E il Pd, cosa fa, visto che la maggioranza è una sua propaggine?

EX SEZIONE PD TEANO

Ecco, qui bisogna – per riprendere il tema del valore della democrazia locale – essere molto chiari e rigorosi. La mancanza di trasparenza riduce, mortifica e falsifica la realtà. Soprattutto quando è legata a fatti che potrebbero danneggiare irreversibilmente la città, ovvero nascondere eventuali gravi responsabilità come nel rogo di rifiuti.

MEP/On. PINA PICIERNO

Essa deve essere considerata da tutti, ma proprio tutti, una vergogna, una riduzione della democrazia e un danno alla Comunità. Pubblicare il Ricorso della GESIA e pubblicare la nomina a Custode Giudiziario del sito di “Campania Energia”, non è uno sfizio di qualcuno, ma è un obbligo/dovere di un sincero democratico.

Ma come si fa a stare zitti, zitti di fronte al fatto che il Comune tiene nascosto il Ricorso Gesia in un cassetto e non pubblica la nomina del Sindaco a Custode Giudiziario?

Coord. PD PIERLUIGI LANDOLFI

Non è la fine del mondo, ovviamente. Ma questo chiudere anche la politica locale nel recinto di una piccola “oligarchia di famiglie” e spingerla verso un populismo antidemocratico e “opercolato”, rappresenta già da sola una prospettiva funerea per la nostra città. Soprattutto se lo fa un’Amministrazione del Partito Democratico!

Le domande retoriche corrette, in questo contesto, sono: ma come si fa a stare zitti, zitti di fronte al fatto che il Comune tiene nascosto il Ricorso Gesia in un cassetto e non pubblica la nomina del Sindaco a Custode Giudiziario? Come si fa a non indignarsi e a non ritenere questo comportamento contrario all’interesse comune?  Si potrà rispondere che tutto può essere spiegato e giustificato in modi diversi, a seconda dello schieramento di appartenenza. E va bene, come polemica “politicamente corretta”.

Si tratta “solo” di scegliere

Ma qui i cittadini e le Associazioni devono decidere se stare dalla parte dell’interesse comune o dalla parte della difesa del potere. Tertium non datur, dicevano i latini. Non c’è una terza possibilità.  Ora, è vero che “la falsità riesce a percorrere già mezzo mondo, mentre la verità sta ancora mettendo le scarpe”, come diceva con ironia già nell’ottocento lo scrittore americano Mark Twain.  Tuttavia, con la stessa ironia, si potrebbe aggiungere oggi che poi “con le scarpe ai piedi la verità potrebbe anche assestare un bel calcio alla falsità e liberarsene definitivamente”.