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“Racconti surreali… o quasi”: la vita come sogno, le pagine di Ragosta da ex Preside

Alla guida dell’Istituto “Laurenza” fino al 2017, sotto la sua dirigenza si unificarono i due circoli. Un esordio

TEANO / SPARANISE (Pietro De Biasio) – C’è un filo sottile che unisce il reale al sogno, il quotidiano alla rivelazione: Antonietta Ragosta lo tesse con mano sapiente nei suoi “Racconti surreali… o quasi” (Caramanica Editore), un libro che restituisce dignità al mistero, a quella parte di vita che sfugge alla logica e si nutre d’intuizione. Nata e residente a Sparanise, Ragosta è una figura molto conosciuta anche a Teano, dove ha diretto per anni l’Istituto Comprensivo Statale “Vincenzo Laurenza”, rimanendo alla guida dell’istituto sidicino fino al 2017.

Durante il suo mandato, si deve a lei una svolta storica nella realtà scolastica locale: l’unificazione dei due circoli scolastici cittadini, che diede vita a una nuova organizzazione didattica e gestionale, ancora oggi ricordata con rispetto dalla comunità scolastica teanese. Laureata in Materie Letterarie, insegnante e poi dirigente per oltre vent’anni, Ragosta è da sempre una lettrice accanita, capace di tradurre sulla pagina la sua sensibilità educativa e umana.

Nei quindici racconti che compongono questa raccolta, tre dei quali autobiografici, si avverte un pensiero lucido ma mai rigido, un modo di guardare al mondo che accoglie il mistero e lo trasforma in narrazione. Il suo “surreale” non è evasione, ma rivelazione: è la fenditura attraverso cui la realtà si mostra nella sua dimensione più fragile e poetica.

C’è un equilibrio raro tra concretezza e sogno, tra vissuto e immaginazione. E c’è, soprattutto, la voce di un’autrice che non pretende di spiegare, ma di ascoltare. In fondo, come scrive lei stessa, “il surreale a volte è più credibile del reale”: un’affermazione che riassume perfettamente il senso di questo esordio maturo e coerente, scritto con la limpida eleganza di chi ha imparato che la vita, per essere davvero compresa, va osservata anche da quella linea sottile dove la realtà sfuma nell’incanto.