Schiavone rompe il silenzio: «Escluso dal Pd per paura che fossi eletto». È bufera
Migliaia di attestati di solidarietà e tanta curiosità sul super mega campione elettorale che la cervellanza Pd ha deciso di mettere al suo posto sul territorio
SESSA AURUNCA / TEANO / CASERTA (Elio Zanni) – Massimo Schiavone, un nome e la storia di un esponente del Pd che alla fine rompe il silenzio sul trattamento che gli viene riservata, con una dura e amara dichiarazione. Cosa è successo? Il Pd incappucciato con le vesti di una commissaria insufflata a dovere ha deciso malignamente ALL’ULTIMO MOMENTO di escluderlo dalle liste elettorali.
Da qui il più che comprensibile atto di accusa di Schiavone, che non risparmia critiche aspre alle «logiche opache» e alle dinamiche interne del partito, ree di aver operato un’esclusione «per evitare che potessi essere eletto». Non un addio, quello di Massimo, ma un manifesto di delusione che rivendica coerenza e libertà, annunciando la volontà di continuare l’impegno politico al di fuori degli schemi attuali.
Schiavone: «IO RESTO LO STESSO. IL PARTITO, PURTROPPO, NO. Questa volta non userò mezze parole. Il Partito Democratico ha scelto di non candidarmi. Non per mancanza di impegno. Non per ragioni politiche. Ma per evitare che potessi essere eletto. Una decisione che non ha nulla a che fare con la comunità, con il merito, con la storia di chi, come me, ha dato tutto per questo partito. Una scelta dettata da logiche opache, da dinamiche che nulla hanno a che fare con la partecipazione e con la pluralità. Un’umiliazione non a me, ma a chi ci ha creduto davvero.
Sono stato iscritto, militante, candidato – continua Schiavone nel suo sfogo web – Ho attraversato momenti difficili, personali e politici, senza mai lasciare la mia bandiera. Non ho chiesto nulla. Ho solo portato avanti il mio impegno con rispetto e con passione.
Ma a quanto pare, tutto questo non basta più. Mi è stato chiesto silenzio, obbedienza, fedeltà cieca. Io ho risposto con coerenza, con libertà, con coraggio. E oggi, chi non si piega viene lasciato fuori. Non perché non valga. Ma perché fa paura a chi non ha più legittimità tra la gente. Io non cambio valori. Ma non posso nascondere che questo partito, oggi, non rappresenti ciò in cui ho creduto per anni.
Se ti tagliano fuori perché sei troppo radicato, troppo votato, troppo indipendente, allora vuol dire che non è più il tuo posto. Ma io non smetto. Continuerò a fare politica con la schiena dritta. Con la mia comunità. Con chi crede ancora che serva dignità, non sudditanza. Con chi pensa che conti ancora la fatica, l’ascolto, la parola data. Oggi il Pd ha perso un’occasione. Io no. Io resto quello di sempre. E non smetterò di esserlo».
Moltissimi gli attestati di solidarietà che Schiavone sta ricevendo via telefono e sui social da tutta la provincia di Caserta e anche oltre. E altrettanti sono coloro che si chiedono (anche se non mancano i pronostici) chi sarà ora questo super mega campione elettorale che la cervellanza Pd farà apparire domani mattina, 25 ottobre 2025, verso mezzogiorno sulle liste regionali? A parte il nome a “sorpresa” impossibile da giudicare ad occhi chiusi, quello che è risultato ripugnante a tutti sono i nuovi metodi politici utilizzati da Pd per le operazioni di esclusione dei candidati dalle liste: all’ultimo momento, in modo di non lasciare nemmeno il tempo di riflettere e magari maturare scelte alternative e persino d’area.






