Sindaci e problemi di carenza idrica nelle frazioni tra soluzioni tecniche e vittimismo
Il caso Teano Scalo dove con Zarone si riuscì a pensare a una soluzione “bypass”, mentre i suoi successori pensano solo ad aumentare le tariffe
TEANO (IL DIRETTO) – Era dai primi anni 2000 che Teano Scalo, a differenza di altre zone del vasto territorio sidicino, non conosceva carenza idrica. L’ amministrazione comunale guidata dal 1999 al 2002, dal Sindaco di felice memoria, Giudo Zarone, decise di porre rimedio alla scarsità di acqua che specialmente nel periodo estivo si faceva sentire, apportando delle importanti modifiche alla rete idrica della zona. Fu creato infatti un “bypass” che partendo dal bivio del cimitero attraversa tutta la via Vallerano per ricongiungersi alla rete idrica al bivio di Carrano. Per le persone più esperte, un “bypass” che chiude ad anello un circuito idrico, equivale a raddoppiarne la conduttura. Il problema idrico fu così risolto.
Da quel giorno sono trascorsi 25 anni, un quarto di secolo, nel frattempo l’attuale amministrazione guidata dal 2022 dal Sindaco Giovanni Scoglio ha aumentato alle stelle le tariffe idriche e dato più volte in appalto il servizio di manutenzione del servizio acquedotto, risultato? Gli abitanti di Teano Scalo hanno riscoperto, senza alcuna nostalgia, la carenza idrica.
Nella zona compresa tra la rotonda, la stazione ferroviaria e via Pontone, specialmente nelle ore di punta dai rubinetti esce solo un filo d’acqua, insufficiente per fare funzionare le caldaie a gas per l’acqua calda. A nulla sono servite fino ad ora le “raccomandazioni” rivolte a ex candidati, referenti e amici della ditta appaltatrice. L’ acqua dai rubinetti ha continuato a stentare la sua presenza.
Monta intanto il malumore, molti cittadini mugugnano, si lamentano, imprecano e maledicono. Non si esclude una improvvisa comparsa negli uffici comunali. Pure il cane più docile e sottomesso, se esasperato, improvvisamente potrebbe mordere o almeno abbaiare.






