Cronaca nera

Responsabili Ufficio tecnico iscritti nel registro indagini della Soprintendenza

Accade a Roccamonfina: Cantiere sbarrato. Problema autorizzazioni Beni Archeologici e Paesaggistici.

ROCCAMONFINA (ANNA IZZO) – Lavori eseguiti senza autorizzazione: la Soprintendenza dei beni archeologici, artistici e paesaggistici, arriva, controlla e sospende tutte le attività. Il responsabile del settore archeologia della Soprintendenza di Caserta, interpellato in merito al blocco dei lavori, ha riferito, che «dai controlli effettuati è risultato che le suddette operazioni edili, stavano proseguendo prive di alcune autorizzazioni». Questo ha portato alla sospensione immediata dei lavori che si stavano eseguendo sulla via Lattani/ frazione Gallo.

Al momento, i responsabili del settore tecnico, che nell’ambito delle verifiche inerenti i famosi esposti anonimi, si sono fatti “grandi” chiedendo anche documenti o autorizzazioni del primo dopoguerra, ancora non hanno risposto a chi di dovere. La stragrande maggioranza dei roccani si sta chiedendo: come si sono potuti iniziare taluni lavori senza le sopracitate autorizzazioni nello specifico del settore archeologico?

Sono tutti così precisi questi “signori” se trattasi dei poveri residenti, viceversa per se stessi, fanno e strafanno. Ma, per fortuna, questa volta la Soprintendenza ha agito prontamente, così si spera faccia anche la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nel momento in cui leggerà la relazione di chi ha verbalizzato quelle che gli Ispettori hanno definito illegalità.

Prossimamente pubblicheremo la motivazione che daranno “sti signori” sul perché non si sono attenuti alla normativa di legge, ossia l’autorizzazione. Forse diranno che non la conoscevano: staremo a vedere.

La vicenda, che solleva interrogativi sull’inizio dei lavori in assenza di autorizzazioni specifiche, specie nel settore archeologico, mette in luce una doppia morale che sembra premiare l’inazione per i “potenti” e la severità per i “poveri residenti”. Ora, l’attenzione si sposta sulla Procura della Repubblica: ci si aspetta che la magistratura agisca con la stessa prontezza e fermezza dimostrate dagli ispettori, garantendo che le presunte “illegalità” abbiano le conseguenze previste dalla legge, e che la trasparenza prevalga su ogni futura, e forse imbarazzante, giustificazione.