Furtivi e atti vandalici al cimitero di Tuoro-Casafredda: dopo le grondaie in rame, spariti anche: sottovasi e portafiori
A rischio tutti i luoghi sacri, con la nuova ondata di furti di materiale sacro in rame, bronzo e marmo.
TEANO (Alfonsina Antinolfi) – Prove alla mano possiamo benissimo parlare di ennesimo raid sacrilego, furtivo e vandalico al cimitero di Tuoro-Casafredda, sulla strada per Roccamonfina. E non è certo la prima volta. La banda è entrata facilmente nel camposanto, tra l’altro ubicato in luogo remoto, e ha avuto tutto il tempo per compiere ogni devastazione. Tutto per portare stavolta addirittura dei sottovasi. Lì dove non mancano le segnalazioni di furti di fioriere e persino intere grondaie e pluviali in rame. Ma simili azioni servono anche per rubare oggetti decorativi metallici; non risparmiando lapidi marmoree e cappelle gentilizie.
Numerosi i loculi, in questo caso, danneggiati. Si, perché, come ci spiega un esperto in materia «nel portare via le fioriere in rame danneggiano irrimediabilmente anche le lapidi marmoree». Il bilancio dei danni subiti direttamente dai parenti degli estinti non è facilmente calcolabile. Ma quando si parla di rifare le lapidi sono dolori e tasche svuotate: dalle mille euro a salire. Il problema della facile permeabilità dei cimiteri c’è ed esiste da sempre a Teano e nemmeno nel corso degli ultimi quasi quattro anni, è stato affrontato o risolto con la nuova Amministrazione. E invece la questione va posta subito e vanno individuati dei provvedimenti. Si conta che prima o poi il Comune corra ai ripari, anche in questo settore.
Infatti, tutti i camposanti sono a rischio: Dal cimitero centrale di viale dei Platani ai camposanti delle frazioni di Casafredda, Casi e Casamostra. Per i più distanti dai centri abitati la situazione è sicuramente peggiore. I provvedimenti, oggi più di ieri, sarebbero possibilissimi. Basterebbe, forse, una videocamera automatica o il passaggio di un agente della vigilanza notturna, per evitare una simile devastazione.
Ma c’è un solo precedente storico. Un primo tentativo di monitoraggio a distanza – dei test – frutto di un progetto (rimasto tale) con le amministrazioni del sindaco Raffaele Picierno. A questo punto è facile pesare e ritenere – senza essere l’Amministrazione comunale e senza essere Carabinieri – che presto, al netto di eventuali provvedimenti – potremmo assistere ad altre devastazioni ai danni dei camposanti delle altre frazioni di Teano. Anche per cose misere, come i sottovasi delle piante vere ornamentali spariti stavolta.






