Economia Politica

Puc incompleto e Piano di fabbricazione dismesso: l’Amministrazione provoca la totale paralisi edilizia e urbanistica

«Quer pasticciaccio brutto de piazza municipio», buio totale anche sui ricorsi presentati da “Gesia e altri” contro il Piano urbanistico approvato ben 4 mesi fa

TEANO (Fernando Zanni) – È paralisi completa a Teano, dal punto di vista edilizio e urbanistico. Non si può definire in altro modo la situazione nella quale si è infilata l’Amministrazione Scoglio. Il 21 giugno scorso, come si ricorderà, è stato approvato il Puc (e noi, criticamente, lo abbiamo salutato positivamente), ma senza approvare contestualmente il Ruec (Regolamento Urbanistico Edilizio), come era (ed è) obbligato a fare il Comune dalla legge regionale.

Dopo più di tre anni di riflessioni, teorie giuridiche campate in aria, propaganda spicciola sulla presunta ininfluenza dell’approvazione del Puc sulla questione Gesia e qualche sprovveduta intervista, la montagna ha dunque, in fin dei conti, partorito un topolino. Ma un topolino narcotizzato, perché la città già in declino ora è ufficialmente il letargo.

La situazione sarebbe solo tragica per i cittadini, le imprese e gli esiti dei Ricorsi al Tar in atto, se non fosse anche un po’ comica. Sembra qui appropriato il riferimento al “Pasticciaccio de via Merulana”, romanzo di Carlo Emilio Gadda, perché si è creato un contesto forzatamente caotico e ambiguo, non si è trovata la soluzione utile e la questione edilizia e urbanistica rimane assolutamente irrisolta. Chi possa essere qui Don Ciccio Ingravallo, il Commissario che nel “Pasticciaccio” di Gadda si incarta e non risolve nulla, lo lasciamo individuare al lettore!

Non approvare il Regolamento edilizio insieme al Puc, è un danno per la città

La mancata approvazione del Rue è un danno, a causa di un doppio vincolo logico-normativo. In pratica, non si può ritenere ancora efficace il vecchio Programma di Fabbricazione (Pdf), perché è stato approvato il Piano Urbanistico Comunale (Puc), ma non si può applicare il Puc perché manca il Regolamento Urbanistico Edilizio (Rue).

È un bel casino, una situazione un po’ schizofrenica. Ecco perché La legge (n.16/2004) e i Regolamenti regionali sono sul punto molto chiari: Il Regolamento Urbanistico Edilizio è approvato obbligatoriamente insieme al Puc (articolo 28)! La ragione dell’obbligatorietà è ovvia. È quella proprio di evitare il “caso Teano”, di evitare cioè uno stallo giuridico, economico e urbanistico, che rappresenta obiettivamente un danno per i cittadini e le imprese. A meno che non si voglia “investire” sull’immobilismo, propagandando solo i finanziamenti che ci piovono addosso, come a quasi tutti i Comuni del Sud, per singole opere, dai fondi del PNRR, dal Fondo di Coesione e Regionali. Una pioggia che, forse, si spiega con la premura di spendere entro i termini i finanziamenti europei e con il clima elettorale per le vicine elezioni regionali.

L’omissione, tuttavia, è ancora più grave, da un lato, perché il Regolamento Urbanistico Edilizio era già pronto per essere approvato e, dall’altro, perché esso recepisce lo “schema di regolamento edilizio tipo”, pubblicato in Guri serie generale n. 268/2016 ed in ottemperanza alla delibera di Giunta Regionale n. 287 del 23.05.2017. Il mistero, dunque continua.

Tafazzi a Teano, ovvero come ci facciamo male da soli

È stato un infortunio dei “giovani coraggiosi”? Oppure un calcolo a tavolino? La risposta la conoscono, ovviamente, solo gli artefici di questa situazione paradossale. A noi per la verità sembra una situazione Tafazziana. Ricordate il comico Giacomo Poretti nella trasmissione “Mai dire Gol”, il cui superpotere era battersi i testicoli con una bottiglia di plastica, ululando un semplice “pam-pam”? Ecco, era quella la metafora dell’autoflagellazione, poi addirittura diventata una chiave interpretativa politica di Walter Veltroni dell’anima della sinistra italiana, che veniva considerata autolesionista.

Ci sono 4 ricorsi contro il Puc innanzi al Tar: l’autoflagellazione continua

Ma l’immobilismo, non è solo edilizio. Non sono “congelati” sine die solo i procedimenti di approvazione dei permessi a costruire, che potrebbero innescare contenziosi sicuramente negativi per il Comune. L’arretramento potrebbe essere anche di natura urbanistica. Quanto, infatti, la mancata approvazione contestuale del Rue, possa influire e pesare sull’esito dei Ricorsi al Tar contro il Puc è tutto ancora da studiare.

Resta anche qui, l’amarezza per la solita opacità amministrativa. L’ostinata e censurabile mancata trasparenza dell’amministrazione comunale, è un vero e proprio vulnus di questa Amministrazione ed è una tragedia per la Comunità.

Per sentito dire, perché il Comune non pubblica niente, ci sarebbero addirittura quattro ricorsi al Tar contro il Puc (due della Gesia, uno della Società Ferrarelle e uno di un cittadino teanese), due dei quali si sarebbero potuti evitare (e riteniamo che si possano ancora fermare), applicando semplicemente l’intelligenza politico-amministrativa. Ci riferiamo alle misure di protezione del Bacino Idrotermale Ferrarelle e delle Concessioni minerarie, come formalmente richiesto al Comune nel 2021 dalla Provincia di Caserta, rettificando il suo precedente parere positivo.

Oppure riconoscendo un edificio produttivo sfuggito ai progettisti. Ridurre al massimo i pericoli di annullamento del PUC, questo dovrebbe essere l’imperativo categorico di una Amministrazione attenta a non far risorgere le aspettative della Gesia e la possibilità di costruire sul nostro territorio la “bomba ecologica” di un grande impianto di rifiuti pericolosi. Sembra, insomma, che la lezione di “Campania Energia” non sia stata compresa appieno! Ma speriamo di sbagliarci.