Colpo basso alle Soprintendenze: spunta un DECRETO LEGGE che le depotenzia
Alé, scialapopul’: salvo ripensamenti e opposizione a oltranza, gli enti locali potranno mettere direttamente “Le mani sulla città” e cementificare il territorio
TEANO / CAMPANIA / ITALIA (Elio Zanni) – Soprintendenze di Stato indebolite, depotenziate. Introduzione del silenzio-assenso per autorizzazioni. Il parere delle Soprintendenze che ora diventa non più vincolante, ma solo obbligatorio da richiedere. Alé, scialapopul’… Ma che cavolo sta combinando questo Governo che in molti credevano fosse perlomeno dotato di un teorico rigore, “di destra”: appunto. Macché: si stanno rivelando peggio dei “sinistrati”. Poi dicono che la gente non va più a votare. Vabbè, poco male, vorrà dire ci andranno gli speculatori edilizi. E ora sanno anche a chi voltare.

Ma cos’è questo un nuovo progetto di legge che in nome della lotta alla burocrazia autorizzerebbe gli enti locali a mettere direttamente “Le mani sulla città” e cementificare il territorio? É solo immaginabile cosa potrebbe accadere a città antiche come Teano se solo passasse una legge del genere. Per comprenderlo bene, basta fare come abbiamo fatto noi: immaginare le Soprintendenze come dei guardiani del nostro immenso patrimonio culturale e paesaggistico.
La loro missione, stabilita direttamente dalla Costituzione italiana, è proteggere i tesori d’arte e i paesaggi unici del nostro Paese e più in piccolo, nel nostro caso dalla nostra Regione e della nostra città di Teano, garantendo che non vengano deturpati da nuove costruzioni o progetti. Ebbene (anzi male…) un nuovo progetto di legge (Ddl 1372) sta cercando di indebolire il potere di questi nostri “guardiani”, trasformandoli in semplici consulenti. Guardiani di carta.
In pratica, il loro parere, che prima era obbligatorio e vincolante (cioè, se dicevano no: il progetto non si faceva…), ora diventa solo obbligatorio da richiedere, ma non più vincolante. Questo significa che un’amministrazione locale o un privato potrebbe decidere di ignorare il parere della Soprintendenza e andare avanti con un progetto che per esempio – secondo gli esperti – danneggerebbe un’area di valore storico o paesaggistico.

Il motivo principale di questa mossa sarebbe la “lotta contro la burocrazia che frena lo sviluppo economico”. La legge specifica definitivamente e quindi sancisce persino il silenzio-assenso anche per le autorizzazioni paesaggistiche. Cioè, se dopo 45 giorni non arriva una risposta (a volte l’attesa è dovuta a perizie e valutazioni complesse o carenza di personale negli uffici delle Soprintendenze), il progetto si considera automaticamente approvato. Questo è un modo per accelerare i processi, ma rischia di compromettere la qualità delle decisioni e la tutela dei beni.
Inoltre, il testo sottolinea altri punti critici: il governo si prende la libertà di riscrivere parti del Codice dei beni culturali senza un dibattito democratico in Parlamento, usando dei decreti legge. Si prevede che interventi “di lieve entità” non abbiano bisogno del parere della Soprintendenza, ma questo è pericoloso perché la definizione di “lieve entità” è vaga e questi interventi, sommandosi, possono comunque rovinare il paesaggio. Si affida il controllo dei progetti ai comuni e ai sindaci, che spesso non hanno le benché minime competenze (se non quelle di favorire il proprio elettorato) per valutare l’impatto su un bene culturale o paesaggistico.
E INFINE, alla lettera f dell’articolo 3, si confessa apertamente un altro grande obiettivo che si prefiggevano i cementificatori dell’Italia. Si legge infatti che nel futuro bisognerà «istituire, in collaborazione con gli enti locali, sportelli unici per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche e urbanistiche, assicurando agli utenti un riscontro entro quarantacinque giorni dalla presentazione dell’istanza».
In sintesi, a parere anche di molti osservatori esterni ed esperti di beni culturali, la legge svuota di potere le Soprintendenze, mettendo a rischio la protezione del patrimonio culturale italiano in nome di un’accelerazione burocratica, il che potrebbe portare a danni irreparabili. Un’accelerazione burocratica che potrebbe benissimo essere ottenuta aumentando l’organico per qualità e numero negli Uffici competenti. L’ultima speranza?

Il fatto che la nuova legge debba ora passare alla Camera. Ci auguriamo che l’opposizione, archiviata la sciagurata linea contro le Soprintendenze dell’ex ministro Dario Franceschini col “compagno” di merenda Matteo Renzi nel periodo del suo governo, conduca una battaglia onesta e trasparente in difesa della nostra Costituzione; e delle Soprintendenze.
Un auspicio un pò azzardato perchè certi politici e certa politica è troppo orba e ignorante per capire l’importanza e il ruolo per la nostra Storia, la nostra economia (e qui il riferimento a Teano è un valido esempio, anche se proprio nel caso la disattenzione è massima e nessuno protegge o valorizza niente…) del Patrimonio culturale.






