Giudiziaria

Pugno o schiaffo? 80 giorni di prognosi: la clamorosa smentita dell’imputato sotto i riflettori di “Un giorno in Pretura”

Processo Rai: la “Scusa” non basta! Il mistero del docente colpito: trauma oculare gravissimo contro la tesi dell’imputato. Strano caso di cronaca giudiziaria!

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Elio Zanni) – Le telecamere di “Un giorno in Pretura”, guidate dalla telegiornalista Antonella Nafra, hanno immortalato ogni istante dell’ultima e cruciale udienza del processo contro Amedeo Di Maro, un cinquantenne di Santa Maria Capua Vetere. Al centro della scena: un’aggressione brutale, una vittima con lesioni gravissime, e una verità che sembra cambiare a ogni deposizione.

Stavolta è toccato all’imputato, Amedeo Di Maro, rompere il silenzio. Ma le sue “semplici dichiarazioni spontanee” hanno lasciato la platea senza fiato, dipingendo un quadro completamente diverso: «Ho dato solo uno schiaffo al prof. Giuseppe Morelli e poi gli ho chiesto scusa»

Una versione a dir poco sorprendente, in netto contrasto con i racconti emersi nelle udienze precedenti. Come può una “scusa” giustificare una violenza che ha spedito un docente in ospedale con una prognosi di 80 giorni per un trauma al bulbo oculare?

I fatti risalgono a due anni fa: Di Maro si introdusse con violenza nell’Istituto Gallozzi, dove si stava svolgendo una protesta di genitori. Ma il bersaglio non era chi si aspettava. Un testimone chiave, il prof. Antonio Letizia, presente all’udienza scorsa, aveva giurato di aver visto Di Maro sferrare un forte pugno al volto del vicepreside, Prof. Morelli, e di essere stato a sua volta strattonato con violenza. La sua testimonianza solleva un interrogativo cruciale:

Si è saputo infatti che Di Maro avrebbe confuso il prof. Morelli con un altro insegnante, reo, a detta degli studenti, di aver infastidito sua figlia. Questo errore, però, è costato caro: il Pubblico Ministero, Dott. Armando Bosso, contesta un capo d’imputazione aggravato, dato che la vittima, in quanto vicepreside e docente di ruolo, era un pubblico ufficiale.

Il docente aggredito, assistito dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, ha presentato querela, facendo scattare l’indagine e la costituzione di parte civile per chiedere la condanna penale e il risarcimento dei danni. Tutto si deciderà il 20 novembre: la prossima udienza, ancora una volta ripresa da Rai 3 davanti al Giudice Dott.ssa Alessandra Vona. Tra “schiaffi” e «pugni violenti», quale sarà la verità accolta dal Tribunale?