Politica

Aveta fa tappa a Teano. E per la prima volta spunta il tema del «Pronto soccorso da riaprire» in un programma elettorale  

Una promessa audace che fa notizia. Ma il candidato 5 Stelle ex presidente del parco di Roccamonfina ne ha parlato in termini chiari, pubblicamente, ieri sera  

TEANO / CAMPANIA (Elisa Latina) – A ragion veduta è ritenuta una tappa importante Teano, per i candidati alle prossime elezioni regionali. Una sosta che non si è fatta mancare e che anzi ha trasformato nel fulcro di molti comuni del vasto circondario Raffaele Aveta che proprio ieri sera, giovedì 6 novembre 2025, ha voluto incontrare i suoi sostenitori nel locale “Meraki Lounge” lungo il corso principale della città.

Candidato al Consiglio Regionale della Campania con il Movimento 5 Stelle in Provincia di Caserta, Aveta è un avvocato, professore universitario alla Federico II, già presidente del Parco Regionale di Roccamonfina – Foce del Garigliano. Risultato? Tanti i simpatizzanti – non solo di Teano – che lo hanno raggiunto onorando l’appuntamento lanciato via social, così in molti sono giunti anche da Pietramelara, Pratella, Calvi Risorta.

All’incontro Aveta ha spiegato i punti cardine del suo programma elettorale. Gli obiettivi che si prefigge di conseguire, se verrà eletto in Regione Campania, sono sostanzialmente tre e tutti e tre rientrano nella rivalutazione dei territori. Raffaele ha illustrato come punto di partenza la riapertura del Pronto Soccorso di Teano, Santa Maria Capua Vetere e Maddaloni, per garantire il diritto alla salute, al pronto soccorso in prossimità dei luoghi abitativi dei cittadini.

Questo primo obiettivo rientra nel più ampio ambito della valorizzazione dei territori della provincia e, in particolare, la questione dello spopolamento dei piccoli centri. Indica come motori di ripresa la riqualificazione dei borghi attraverso le risorse interne e incentivando giusti finanziamenti per l’agricoltura. Inoltre la promessa che, se sarà eletto in Regione Campania, sarà sempre presente sul territorio, includendo nel progetto di riqualificazione i cittadini e le esigenze del cittadino.

In conclusione, Aveta ha chiesto che gli venissero fatte delle domande e un giovane ha chiesto perché non favorire il lavoro in “smart working”, per promuovere il ripopolamento di paesi e borghi e condizioni di vita più agevoli per i giovani che non sarebbero più costretti a spostarsi altrove per l’impiego. Idea condivisa da Aveta, accolta come una proposta da realizzare.