Politica

Politica locale. Salta il Piano parcheggi a pagamento gestione privata: maggioranza spaccata! Tu chiamale se vuoi: emozioni

Tensioni durante la terza riunione di maggioranza. Non è passata la proposta del sindaco di mettere di nuovo le mani nelle tasche dei cittadini. “Vedute differenti”

TEANO (Elio Zanni) – Nella maggioranza Scoglio ora c’è chi assapora il brivido del dissenso. Come? Semplicemente esprimendo la propria opinione nei momenti di confronto collettivo; in gruppo si è più forti. È una grossa novità, dopo quattro anni di silenzi, tanti “pizzeche ‘ncopp’ a panza”, l’accettazione del pensiero unico e l’appiattimento politico. Tutti vicini [o aderenti, o tesserati] allo stesso partito. Ma sta cambiando tutto. Ora sembrano esservi delle differenze di vedute; tanto per usare un eufemismo. Così, grazie a Dio c’è chi, percorso da un brivido nella schiena, prende coraggio e parla. “Tu chiamale se vuoi: emozioni”. Si racconta di sussulti di orgoglio da parte di alcuni già definiti “Consiglieri Coraggiosi”. È accaduto durante l’ultima riunione di maggioranza: quella del tardo pomeriggio del 6 novembre 2025.

Più di qualcuno, persino un assessore, avrebbe detto «no». «No all’ennesima privatizzazione». No all’affidamento a ditte private della gestione dei parcheggi pubblici, da trasformare per l’occasione in strisce blu a pagamento. Sempre a una ditta privata si progettava di affidare la riscossione delle sanzioni. Senza tener conto che dalle sanzioni e dal loro recupero i privati devono ricavarci anche i loro stipendi: tutto da caricare sulle spalle degli automobilisti. Peccato che a Teano, siccome non giungono frotte di turisti d’oltralpe, i famosi automobilisti da spremere altri non sono che gli stessi cittadini di Teano già tartassati.

E meno male che un dissenso costruttivo, stavolta ha fermato tutto. Vedete l’importanza del dissenso? L’importanza del conflitto, anche interno? Ecco, questa è la notizia di oggi. Un vero e proprio scoop: nelle riunioni di maggioranza si discute alla pari. Era ora. E siccome Dio è grande è spuntata fuori anche una mozione, che da giornale relegato fuori dal Palazzo appoggiamo ad occhi chiusi. La controproposta è stata quella di «riattivare subito le soste a disco orario» soppresse per decisione univoca di un altro assessore e dello stesso sindaco. Un ordine di soppressione accolto e attuato ad occhi chiusi dall’ex comandante dei Vigili urbani, Fabio De Francesco.

Un provvedimento di soppressione delle soste a tempo è, tra l’altro scaduto. Infatti si parlava di un “esperimento” dove le cavie erano gli automobilisti teanesi, della durata di 1 anno. Esperimento fallito che ha arrecato fastidi enormi ai commercianti che si sono visti diminuire i clienti e soprattutto mancati incassi per il Comune per le violazioni del disco orario che potevano essere sanzionate. Si potrebbe persino parlare di danno erariale provocato per ignoranza politica e per l’assenza – colpevole e prolungata – del fantomatico Piano traffico.

Coloro che hanno detto no, hanno espresso anche un dissenso difensivo. Nei confronti dei commercianti del centro storico già quasi tutti alla canna del gas, stressati da una città resa poco attrattiva da politiche locali assolutamente prive di idee per il presente e per il futuro. Commercianti vessati dalla cancellazione delle soste a tempo e dalla spietata concorrenza dei rinvigoriti centri commerciali dove, è certo che i parcheggi non sono a pagamento…

NASCE IL GRUPPO CONSIGLIERI CORAGGIOSI. Diciamoci la verità: possiamo solo immaginare i nomi dei “signor no”, ma occorrerebbe ringraziarli. Hanno fatto bene. Non è giusto che una Amministrazione comunale (qualunque essa sia) non avendo nemmeno uno straccio di idea su come avviare delle attività imprenditoriali in grado di produrre reddito, decida di giocare facile, ricorrendo alla soluzione grezza, gretta, elementare, ovvia, scontata, di aggiustare i conti del Comune succhiando i soldi dalle tasche dei cittadini portando alle stelle tasse, imposte e contributi, ponendo tra loro e il giudizio degli amministrati lo scudo morale (ma non politico, se avessimo una vera minoranza) del riequilibrio di Bilancio.