Ciak “Un giorno in Pretura” per condanna del genitore violento: il tribunale punisce l’aggressione scolastica al Gallozzi
L’imputato aveva minimizzato parlando di «semplice schiaffetto», ma le prove mediche lo inchiodano
SANTA MARIA CAPUA VETERE (Elio Zanni – giudiziaria) – La Rai con il programma “Un giorno in Pretura” oggi ha ripreso l’udienza finale del processo a carico di Amedeo Di Maro, il 50enne sammaritano imputato di lesioni personali volontarie gravi. Nel primo pomeriggio di oggi, 20 novembre 2025, la sentenza: Amedeo Di Maro è stato condannato alla pena di 1 anno e 8 mesi di carcere senza il beneficio della pena sospesa. Questa la decisione del Giudice del Tribunale la dott.ssa Alessandra Vona dopo 2 ore di camera di Consiglio.
A sostenere l’accusa in giudizio, il Pubblico Ministero dott. Armando Bosso che, in udienza, insieme al legale di parte civile l’avv. Gaetano Crisileo, hanno ripercorso l’intera vicenda dell’aggressione che si verificò nella “Scuola Media Gallozzi” ad opera del Di Maro ai danni del prof. Giuseppe Morelli. La sentenza ha accolto in pieno le ragioni del rappresentante della Procura dott. Bosso e dell’avvocato di parte civile Crisileo.
Non è stato ritenuto credibile Di Maro che all’udienza scorsa con delle dichiarazioni spontanee ammise solo di aver dato «un semplice schiaffetto» – come lui stesso lo definì – al prof. Morelli. La tesi dell’imputato, come ha spiegato il dott. Bosso, durante la sua lunga, articolata e precisa requisitoria era palesemente in contrasto con i testimoni interrogati a dibattimento e con i certificati medici che provano la circostanza che Morelli subì una grave malattia all’occhio in seguito ai forti pugni ricevuti in quell’occasione da parte del Di Maro.
In una delle udienze passate era stato interrogato un teste chiave: il Prof. Antonio Letizia, il quale spiegò che egli assistette a scuola alla scena dell’aggressione subita dal prof. Morelli. Disse di aver visto Di Maro sferrare forti pugni al volto di Morelli. I fatti risalgono a più di due anni fa quando Amedeo Di Maro entro con violenza nella Scuola Gallozzi dove si trovava sua figlia, e dove nell’atrio si trovavano genitori di altri alunni che protestavano.
Fu allora che Di Maro si scagliò contro il prof. Giuseppe Morelli, vice preside dell’Istituto Gallozzi, colpendolo con violenti pugni al volto tanto da procurargli lesioni gravi guaribili in 80 giorni cui seguirono delle complicazioni al bulbo oculare. In realtà- come si è appreso in seguito – Amedeo Di Maro avrebbe scambiato il prof. Morelli per un altro insegnante che, da voci di corridoio, poi risultate infondate, avrebbe infastidito sua figlia.
Il capo d’imputazione come configurato dal Pubblico Ministero dott. Bosso, è aggravato dalla circostanza che il prof. Morelli all’epoca rivestiva la qualifica di pubblico ufficiale sia perché docente di ruolo sia perché Vicepreside della scuola.
A far scattare l’indagine una querela del prof. Morelli vittima dell’aggressione. Egli, assistito dagli avv. Gaetano e Raffaele Crisileo, denunziò l’accaduto alla Procura della Repubblica. Solo successivamente venne identificato l’aggressore in Di Maro contro il quale si è costituito parte civile l’avv. Gaetano Crisileo per chiedere la sua condanna penale e il risarcimento dei danni. Condanna a 1 anno e 8 mesi che è arrivata oggi e che rende giustizia al prof. Giuseppe Morelli.






