Politica

Il paradosso casertano: zero donne in Regione nel giorno simbolo per l’universo femminile

Dalle urne esce un consiglio regionale “monocolore” per la provincia di Terra di Lavoro

TEANO / CASERTA / CAMPANIA (Alfonsina Antinolfi) – A poche ore dal rinnovo del Consiglio Regionale della Campania, mentre arrivano i rituali auguri di buon lavoro agli otto neoeletti (o rieletti) chiamati a rappresentare il territorio, un dato statistico emerge con assordante chiarezza: dalla provincia di Caserta non approda nessuna donna tra i banchi dell’assemblea legislativa.

Il risultato elettorale consegna una fotografia della rappresentanza casertana declinata esclusivamente al maschile. Scorrendo i nomi che comporranno la nuova assise, tra la maggioranza e l’opposizione, spiccano figure ormai note e nuovi ingressi: Gennaro Oliviero (A Testa Alta), Raffaele Aveta (M5S), Marco Villano (Pd), Giovanni Iovino (Avanti Campania) e Pietro Smarrazzo (Casa Riformista), solo per citarne alcuni. Tra i banchi dell’opposizione, invece, sederanno Giovanni Zannini (Forza Italia), Vicenzo Santangelo (Fratelli d’Italia) e Massimo Grimaldi (Lega) che supera di una manciata di voti Antonella Piccerillo. Sfiora l’ingresso al Centro Direzionale Camilla Sgambato. Che dire poi delle altre donne restate in attesa? Maria Sorbo, l’uscente Maria Luigia Iodice, Olga Diana

E invece niente: vanno in Regione tutti uomini. Uomini politici a cui va l’augurio mio e di teanoce.it di saper valorizzare e tutelare il territorio, ma che rappresentano, plasticamente, un passo indietro sul fronte della parità di genere nei luoghi decisionali. La notizia dell’assenza totale di donne elette assume un’eco ancora più stridente se letta attraverso il calendario. Il risultato delle urne, infatti, viene ufficializzato proprio nel giorno in cui tutto il mondo celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

È un paradosso che fa riflettere: mentre piazze e istituzioni si riempiono di scarpe rosse e discorsi al femminile, l’elettorato casertano ha scelto di non affidare a nessuna donna il compito di legiferare per i prossimi cinque anni. Eppure, le liste non mancavano certo di quelle che una volta si chiamavano “quote rosa”. Non si è trattato di una carenza di offerta politica, ma di una mancata convergenza di consensi su profili che pure presentavano grandi potenzialità e proposte di spessore. «Mi spiace molto che Caserta non abbia eletto neppure una donna – si legge da un social di Raffaela Pignetti candidata con Cirielli presidente – il gap resta enorme in questa provincia e c’è da incoraggiare la rappresentanza femminile. Lancio un invito alle donne in politica a Caserta ad iniziare a fare rete».