Autorizzazioni edili fantasma: la Procura sammaritana fa luce sugli illeciti segnalati
Tutti i componenti dell’Ufficio tecnico comunale davanti al Capitano Sorrentino, per essere interrogati
ROCCAMONFINA (ANNA IZZO) – La procura di Santa Maria Capua Vetere, ha dato mandato al Capitano Carmen Sorrentino del Comando Polizia municipale roccana, per l’esecuzione degli interrogatori ai responsabili dell’Ufficio tecnico del Comune di Roccamonfina, relativi ai lavori edili eseguiti senza autorizzazione.
La “tegola” che ha colpito l’entourage degli Uffici tecnici roccani, partita in primis dai controlli da parte della Soprintendenza dei Beni Archeologici, Artistici e paesaggistici, che acclararono la mancanza di alcune autorizzazione inerenti i lavori eseguiti sulla via Lattani/ frazione Gallo, in seconda battuta ha visto l’intervento della Procura sammaritana. I referenti della Procura, dopo aver acquisito la documentazione dell’illecito, hanno fatto partire l’indagine volta a conoscere i dettagli che hanno portato i presunti responsabili a dare l’ok per i sopracitati lavori che furono subito bloccati.
In questi giorni, il Capitano Sorrentino del Comando Polizia municipale di Roccamonfina, è così impegnata ad assolvere al compito degli interrogatori, per tutti coloro che fanno parte dei vari Uffici tecnici e di coloro che hanno avuto nelle loro mani, documenti riguardanti l’inizio lavori, risultati mancanti di determinate autorizzazioni del comparto archeologico della Soprintendenza di Caserta.
Come già riportato in data blocco dei lavori, la stragrande maggioranza dei roccani si sta chiedendo: come si sono potuti iniziare taluni lavori senza le sopracitate autorizzazioni nello specifico del settore archeologico? Sono tutti precisi questi “signori” se trattasi dei poveri residenti, viceversa per se stessi, fanno e strafanno a quanto pare.
Per fortuna questa volta la Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha deciso di indagare, così da far verbalizzare le risposte di chi al momento sembrerebbe colpevole visto la mancanza di autorizzazione, ma come si sa, in questa Italia dove determinati avvocati sono capaci di “girare le frittate”, ci si può aspettare di tutto dalla macchina della giustizia.
In determinati uffici, dove vige la legge di chi comanda, sarebbe forse opportuno una “bonifica” per ridare credibilità all’operato di chi sbaglia, ma più delle volte non viene condannato a discapito dei poveri cittadini. In questo momento, per le vie del paese “sti signori” arrivano a dire che la questione riguarda un esposto fatto, presentato. Ma come sarebbe a dire – ci viene da dire – allora volevano che non si sapesse nulla, che i fatti non venivano a galla, per continuare nell’illegalità?
Ma sono tutte bugie, il tutto l’ha scoperto un dipendente della Soprintendenza che trovatosi a Roccamonfina ha constatato il lavoro malfatto, ancora sotto gli occhi di tutti. Allora non gridate “agli esposti” ogni volta che gli organi competenti vi controllano. Sono gli altri che stanno subendo a seguito di mirati esposti «lanciati come bombe» contro abitazioni «per farle cadere», come disse colui che si ritiene il ras del paese.






