Cronaca nera

Oltraggio alla Francigena. Bikers sidicini denunciano: rifiuti sulle vie ristrutturate

L’Asd Il Triciclo Sisicino alza la voce: sul percorso appena sistemato compare l’ennesimo atto di inciviltà

TEANO (Pietro De Biasio) – C’è voluto poco. Pochissimo. Il tempo di ultimare i lavori, posare panchine e tavoli, installare le bacheche con le indicazioni del percorso e restituire dignità a uno dei tratti più belli e vissuti del territorio, che già qualcuno ha deciso di trasformare tutto in una discarica improvvisata. Succede lungo il sentiero che dal curvone di Tuoro sale fino a Garofoli.

Un tracciato che molti conoscono e praticano da anni, soprattutto in montain bike, e che oggi è diventato ufficialmente parte di un ulteriore tratto della via Francigena. A circa 100-150 metri dall’inizio del percorso, su un piccolo slargo, nei giorni scorsi è comparso un ammasso indegno di rifiuti: computer, monitor, cavi, pannelli, materiale elettronico e scarti vari. Roba buttata lì senza alcun pudore, come se il bosco fosse una pattumiera. Fino a tre giorni prima non c’era nulla. Poi, all’improvviso, questo scempio che ha tutta l’aria di essere il “trasloco” selvaggio di uno studio o di un improvvisato laboratorio di elettronica.

La segnalazione arriva dai bikers dell’Asd “Il Triciclo Sidicino”, che quel sentiero lo percorrono da anni, lo rispettano, lo raccontano e lo difendono. Non da spettatori occasionali, ma da custodi quotidiani del territorio. Ed è proprio questo che rende la vicenda ancora più indigesta: mentre qualcuno lavora per migliorare, c’è chi distrugge con la stessa leggerezza con cui si butta un sacchetto dal finestrino. Un gesto incivile, offensivo, intollerabile. Per l’ambiente, per chi quei luoghi li vive, per le famiglie e i bambini che passano di lì, per i fondi pubblici spesi, per l’idea stessa di comunità.

L’associazione sportiva presieduta da Gianluca Licciardi ha già annunciato che renderà pubblica la vicenda e provvederà a segnalarla alle autorità competenti perché non può passare il messaggio che tutto è permesso e che il bosco è terra di nessuno. Oggi, qui non siamo davanti a una semplice “brutta scena”. Siamo davanti a uno schiaffo al territorio. E chi l’ha dato deve essere individuato e chiamato a risponderne. Senza se e senza ma.