Natale 2025 a San Giuliano: una capanna, un belvedere e la memoria delle tradizioni
Dopo la capanna sul belvedere, il 12 dicembre, vigilia di Santa Lucia, messa cantata e tradizionale falò nel centro storico
TEANO (Pietro De Biasio) – Nel piccolo borgo di San Giuliano il Natale non arriva tutto insieme, come nei supermercati. Arriva a pezzi, uno alla volta, con la calma delle cose vere. Ieri, se n’è aggiunto uno nuovo: una capanna della Natività affacciata sul belvedere, dove lo sguardo si apre e il silenzio fa ancora rumore.
Non è una di quelle installazioni che durano lo spazio di una fotografia. È una capanna fatta di mani, tempo e buona volontà. I soci dell’associazione “San Giuliano” l’hanno costruita così, senza effetti speciali, e don Antonio Nacca le ha dato una benedizione che sembrava più una carezza che una formula.
I personaggi nascono dal legno della falegnameria “Roots Factory”, plasmati da Patrizio e Romolo, che al lavoro hanno aggiunto un gesto ancora più raro: la gratuità. Sapendo che l’associazione ha poche risorse e molti sogni, hanno anche illuminato il centro storico con piccoli addobbi natalizi. Il resto della capanna, invece, è figlio del riciclo e dell’ingegno degli abitanti: materiali salvati, trasformati, rimessi in circolo.
Come le tradizioni, appunto. Dopo la benedizione ci si è fermati insieme. Panettoni e spumante offerti dall’associazione, qualche risata, il freddo che pizzica il viso e scalda il cuore. E non finisce qui. Il 12 dicembre, vigilia di Santa Lucia, nel centro storico vicino alla chiesa tornerà il tradizionale falò. Prima la messa cantata, celebrata da don Stefano Vannoni, poi il fuoco, poi ognuno porterà qualcosa da mangiare. Nessun invito ufficiale: basta presentarsi.
Ci si stringe intorno alle fiamme e si racconta, si ascolta, si sta. Una tradizione antica, di quelle che non hanno una data di nascita. Un tempo le fascine le raccoglievano i ragazzi, casa per casa, soprattutto nella parte alta del paese.
Un rito semplice, quasi scontato, e proprio per questo destinato a durare. Perché certe usanze non si tramandano: resistono. Come il fuoco acceso nella notte di dicembre. Come una capanna costruita insieme. Come la piccola comunità San Giuliano che, pezzo dopo pezzo, si racconta ancora.






