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Monastero di Santa Caterina, Suor Maria Immaculata di Gesù verso la professione perpetua

Il 20 dicembre 2025 la celebrazione presieduta dal Vescovo Cirulli apre una nuova pagina per la vita monastica del monastero sidicino

TEANO (Pietro De Biasio) – C’è un silenzio che non si spegne e continua a custodire memorie, passi, preghiere. È il silenzio del Monastero di Santa Caterina a Teano, luogo che per anni è rimasto come sospeso, in attesa di una nuova voce. Ora quella voce ha un nome e un volto: Suor Maria Immaculata di Gesù, che il prossimo 20 dicembre 2025, alle ore 16, pronuncerà la professione perpetua durante la celebrazione presieduta da S.E. Mons. Giacomo Cirulli.

Quasi sicuramente, Suor Maria Angela del Cuore Immacolato di Maria (LEGGI QUI), il cui vero nome era Angela Guerrera, è stata l’ultima religiosa a prendere i voti legata stabilmente alla comunità delle Benedettine dell’Adorazione che dopo 110 anni di vita monastica locale e 470 dalla fondazione hanno lasciato il monastero tra non poche polemiche (LEGGI QUI).

La Congregazione Monastica Mater Ecclesiae ricordiamo nasce nel 2004 nell’Arcidiocesi di Lagos (Nigeria) ed è un istituto di diritto diocesano. Il suo nome richiama Maria Madre della Chiesa, cuore della spiritualità dell’ordine, che è mariana, eucaristica ed ecclesiale. Le monache professano cinque voti: castità, obbedienza, povertà (vivendo di pura provvidenza), il voto “Totus Tuus” legato all’adorazione eucaristica perpetua e il voto di clausura missionaria, che le chiama ad aprire monasteri nei luoghi dove la Chiesa ha più bisogno.

La loro missione è il sostegno orante per il Santo Padre, per i sacerdoti, per i religiosi e per tutti i fedeli, promuovendo l’amore per l’Eucaristia, il culto mariano e lo spirito di comunione ecclesiale attraverso incontri, ritiri e momenti di formazione.

La professione perpetua di Suor Maria Immaculata di Gesù è dunque un gesto che va oltre la scelta personale: è un segno, un ritorno, un seme che ricomincia a germogliare. Dopo anni di silenzio, il Monastero di Santa Caterina torna a vivere, e la città potrà riscoprire, passo dopo passo, la presenza discreta ma luminosa della nuova vita monastica.