Comunità Masci Teano 1: un nuovo fazzolettone e una promessa al Giubileo
Anna Sardella entra ufficialmente nella Comunità scout mettendosi in cammino nel servizio
TEANO (Pietro De Biasio) – Pronunciare la Promessa scout da adulti non è un gesto che scivola via leggero, né una formula ripetuta per tradizione. È una scelta che arriva dopo il cammino, dopo le domande, dopo le verifiche silenziose che ciascuno fa con sé stesso. Lo sappiamo bene: quando si torna a dire “prometto”, lo si fa con la piena coscienza del valore delle parole e del peso che esse portano con sé.
Da adulti non ci si nasconde dietro l’entusiasmo dei vent’anni. Si conoscono le fatiche, le incoerenze, i limiti, le difficoltà della vita. Proprio per questo la Promessa diventa più vera, più essenziale. Non chiede perfezione, ma presenza. Non pretende eroismi, ma fedeltà quotidiana. È un impegno che accompagna la vita, che chiede di essere testimoniato nei gesti semplici, nel lavoro, nella famiglia, nella comunità, nelle scelte di ogni giorno.
Con questo spirito, nei giorni scorsi, Anna Sardella della Comunità Masci Teano 1 si è recata a Roma per vivere due momenti profondamente significativi: il Giubileo, tempo di riflessione e di rinnovamento interiore, e la Cerimonia della Promessa, vissuta non come punto di arrivo, ma come nuovo inizio. Una Promessa pronunciata con consapevolezza, con gratitudine per il cammino condiviso, con responsabilità verso ciò che verrà.
Perché lo scautismo adulto del Masci è questo: continuare a servire, a educarsi e a lasciare il mondo un po’ migliore di come lo si è trovato, sapendo che ogni giorno è occasione per “fare la propria parte”. A questo cammino che continua, fatto di scelte quotidiane e di responsabilità condivise, si uniscono gli auguri più sinceri della Redazione di TeanoCe.it, rivolti alla Comunità Masci e, in modo particolare ad Anna, perché la Promessa pronunciata sia luce nel servizio, forza nelle difficoltà e testimonianza autentica nella vita di ogni giorno.
Alla Comunità vanno anche i complimenti per il cammino di servizio silenzioso e costante, perché, come insegna lo scautismo, servire non è fare cose straordinarie, ma compiere con fedeltà le cose giuste, ogni giorno, lasciando segni concreti nel territorio e nelle persone incontrate.






