Curiosità

Al Monastero di Santa Caterina la mostra sui miracoli eucaristici San Carlo Acutis

Nei locali della foresteria una sala per il giovane santo dell’era digitale: tecnologia e amore per l’Eucaristia

TEANO (Pietro De Biasio) – Un fatto diventa davvero notizia nel momento in cui viene raccontato, condiviso, messo nero su bianco. A volte accade subito, altre volte, come in questo caso, arriva con qualche settimana di ritardo, ma non per questo perde valore, significato o forza. Anzi. Il tempo, talvolta, serve a dare alle cose il respiro giusto.

E così oggi i weblettori di teanoce.it hanno davanti agli occhi un articolo che arriva nel momento forse più opportuno dell’anno. Alle porte del Natale, quando il rumore delle luci, delle vetrine e degli impegni rischia di coprire ciò che conta davvero, raccontare della mostra permanente sui miracoli Eucaristici nel mondo ideata e realizzata da San Carlo Acutis, allestita presso il Monastero di Santa Caterina, diventa anche un invito.

Un invito a rallentare, a fermarsi, a scegliere un modo diverso di attraversare le festività: entrando in un luogo di silenzio, di fede e di bellezza, lasciandosi interrogare da una storia giovane, attuale, sorprendentemente vicina. È anche per questo che il ritardo si trasforma quasi in una giustificazione: perché questa mostra non è legata all’urgenza del giorno, ma al bisogno più profondo di senso che, proprio a Natale, torna a farsi sentire.

A custodire e animare il Monastero di Santa Caterina è la Comunità Monastica Mater Ecclesiae, guidata da Suor Maria Benedetta Prassino, Superiora della comunità. Si tratta di una realtà giovane e missionaria, composta attualmente da sei suore di clausura, tutte provenienti dalla Nigeria, giunte a Teano per iniziare un nuovo cammino di presenza e servizio nella Diocesi di Teano – Calvi.

E oggi, varcare la soglia del monastero e incontrare il volto e il messaggio del giovane che è stato prima proclamato Beato (nel 2020) e poi Santo (il 7 settembre 2025) può diventare un gesto semplice, ma potente, per prepararsi al Natale in modo autentico. La mostra, visitabile dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 nei locali della foresteria, è stata realizzata con cura e dedizione dalle suore che hanno dato forma concreta a una copia fedele della celebre esposizione sui miracoli eucaristici, utilizzando gli stessi materiali dell’originale che, per volontà di quello che tutti chiamano il “Santo di Internet”, continua a viaggiare in tutto il mondo.

L’esposizione si sviluppa attraverso pannelli illustrativi che raccontano i miracoli eucaristici raccolti, studiati e digitalizzati da Carlo Acutis prima della sua morte, avvenuta nel 2006, a soli 15 anni. Ogni pannello è arricchito da un QR code che rimanda direttamente al sito originale ideato da Carlo, permettendo ai visitatori di approfondire le singole storie e di entrare in dialogo con quel linguaggio digitale che il giovane beato aveva intuito come strumento privilegiato di evangelizzazione.

Un percorso nato dal desiderio semplice e radicale di un ragazzo: «far conoscere l’Eucaristia al maggior numero possibile di persone». Al centro dell’allestimento trova spazio anche una statua in legno opera dello scultore altoatesino di Ortisei Alexander Costner che raffigura Carlo con il volto giovane e sereno che tutti ricordano. Accanto alla statua è custodito anche un reliquiario contenente i capelli del Santo. Elementi che trasformano la mostra da semplice esposizione didattica a vero luogo di incontro e preghiera.

Il progetto dei “miracoli eucaristici nel mondo” nacque da un’intuizione di Carlo, allora adolescente, che decise di catalogare i segni straordinari legati all’Eucaristia servendosi del linguaggio digitale. Fu lui stesso a ideare, realizzare e mettere online un sito multilingue, oggi disponibile in 18 lingue che documenta oltre 180 miracoli riconosciuti in tutto il mondo.

Un grande dono, perché continua il sogno di Carlo di far conoscere al mondo la presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. Un sogno nato dalla semplicità di un ragazzo che osservava come davanti a un concerto si formino file lunghissime, mentre non accade lo stesso davanti al tabernacolo, che lui amava definire la “Gerusalemme sotto casa”.

È da qui che parte il messaggio della mostra permanente al monastero di Santa Caterina: riportare lo sguardo all’essenziale, rimettere Dio al centro, offrendo soprattutto ai giovani un luogo, un tempo e un’occasione per fermarsi, ascoltare e riscoprire la fede. Ecco allora che la notizia, anche se arrivata con qualche settimana di ritardo, trova il suo senso pieno.

Perché non tutte le notizie hanno scadenza. Alcune, come questa, hanno semplicemente bisogno di essere incontrate. Magari proprio a Natale. [In foto hp Suor Maria Benedetta Prassino, il Vescovo Giacomo Cirulli e il Vicario Generale don Luigi De Rosa].