A San Pietro lo spettacolo teatrale dei bambini “Il dono di Babbo Natale”
Le “Mamme della Collina” e la Parrocchia dei Santi Cosma e Damiano chiudono il laboratorio con uno spettacolo strepitoso
TEANO (Pietro De Biasio) – Ci sono serate in cui il sipario non separa chi guarda da chi recita, ma li unisce. È successo a San Pietro in Aquariis, dove lo spettacolo teatrale “Il dono di Babbo Natale”, promosso dalle “Mamme della Collina” in collaborazione con la Parrocchia dei Santi Cosma e Damiano di don Luigi Migliozzi, ha segnato la conclusione naturale e non finale di un laboratorio teatrale gratuito rivolto ai bambini dai 6 ai 9 anni. Due mesi di sabati mattina, due mesi di attese, prove, timidezze e conquiste, trasformati in una serata che ha saputo raccontare molto più di una semplice recita natalizia.
La presentazione affidata a una delle mamme ha dato subito il tono giusto alla serata: sincero, emozionato, senza maschere. Parole lette non per mancanza di autenticità, ma perché l’emozione, quando è vera, chiede rispetto.
Da quell’estate nata quasi per caso o forse per destino con l’incontro con il campo estivo parrocchiale, ha preso forma un’idea semplice e potente: restituire ai bambini uno spazio in cui sentirsi accolti. Uno spazio animato da figure che sono ormai punti fermi della comunità: le instancabili Suor Mersiana e Suor Francisca con Ana Paula, l’accoglienza concreta e quotidiana di don Luigi, la creatività sorprendente di Dominga Mottola sapiente regista dalla lunga esperienza. Intorno a loro, un progetto che non ha mai forzato nessuno a essere diverso da ciò che era.
Sul palco sono arrivati bambini con storie differenti: chi non vedeva l’ora di recitare, chi è stato “iscritto dalla mamma”, chi aveva giurato che non avrebbe mai parlato davanti a un pubblico. C’era chi cercava ascolto, chi una carezza silenziosa, chi un modo per smettere di sentirsi “nemico” dell’altro. Ed è qui che il teatro ha fatto il suo mestiere migliore: non insegnare a memoria battute, ma aprire possibilità.
Perché, come è stato detto con lucidità e delicatezza, quella sera non era una destinazione, ma un mezzo. Un passaggio. Un viaggio dentro sé stessi. E il vero “dono”, più che Babbo Natale, è stato il clima che si è percepito: un ambiente sano, protetto, in cui l’errore non è un fallimento ma parte del gioco.
Il pubblico lo avverte, lo riconosce e lo restituisce con un’attenzione rara, fatta di silenzi rispettosi e applausi sentiti. In questo senso, il video dello spettacolo diventa testimonianza: non di un evento isolato, ma di un percorso educativo e umano che meriterebbe continuità.
Alla fine, prima che le luci si spegnessero del tutto, la richiesta di un momento di preghiera condivisa ha chiuso il cerchio. Non come rito formale, ma come gesto di comunità.
Perché se c’è una cosa che questa esperienza ha dimostrato è che, quando adulti e bambini camminano insieme senza pretese, la magia non è un’eccezione natalizia. È un metodo. Ecco il link per chi non ha potuto assistere: https://www.youtube.com/watch?v=4xqZGhQM1yA






