Grillo, un passo indietro per cantare più forte: l’esperienza con Il Volo su Canale 5
Sul palco di “Incanto di Natale” l’artista sidicino ha preso parte al coro dell’Orchestra Filarmonica della Franciacorta
TEANO (Pietro De Biasio) – C’è chi la musica la rincorre stando al centro della scena, e chi impara ad abitarla anche facendo un passo indietro. Luca Grillo, in arte SK4T, appartiene a entrambe le dimensioni. Cantautore abituato a raccontarsi in prima persona, ma anche interprete capace di fondersi in un insieme più grande, come accade quando una voce individuale diventa parte di un coro.
È una doppia anima che trova una sintesi naturale nell’esperienza vissuta su Canale 5 durante il Concerto “Incanto di Natale” de Il Volo, dove Grillo ha preso parte al coro accanto a Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble i tre tenori più popolari della scena italiana. Un’apparizione che non è stata solo una parentesi televisiva, ma un passaggio simbolico: come nella sua “Luna”, sospesa tra desiderio e malinconia, anche qui Luca si muove in equilibrio, lasciando che la sua voce non cerchi il riflettore ma contribuisca a costruire un’atmosfera collettiva.
Un’altra faccia dello stesso percorso artistico, fatta di ascolto, attesa e rispetto per la musica, prima ancora che per il palcoscenico. Per il cantante originario di Casi, si è trattato della primacollaborazionecon Il Volo, un’esperienza che ha lasciato il segno non solo sul piano artistico ma anche umano.
«È stata davvero una bella esperienza, ha raccontato, i ragazzi del Volo sono super alla mano: abbiamo parlato, scherzato, davvero dei ragazzi di cuore». Sul palco natalizio dell’Arena 8888 di Sofia, Luca Grillo ha cantato all’interno del coro dell’Orchestra Filarmonica della Franciacorta, ensemble di assoluto rilievo fondato e diretto dal Maestro Emiliano Facchinetti, Ambasciatore nel Mondo per l’Eccellenza del Made in Italy.
Un’orchestra che rappresenta oggi un modello virtuoso di promozione culturale e identitaria, capace di portare la musica sinfonica italiana nei grandi contesti di visibilità internazionale. In questo scenario, la presenza di Luca Grillo ha assunto un valore particolare. Perché chi ascolta “Luna”, il suo singolo più amato, riconosce la stessa attitudine: aspettare, interiorizzare, vivere la musica prima di raccontarla.
Come canta nel suo brano, non importa la luna se “finisce sempre così”, ma conta il percorso, l’istante condiviso, la tensione emotiva che resta sospesa nell’aria. E forse anche cantare in coro, per una volta, è stato un modo diverso di abitare quella stessa notte musicale, non da solista, ma da parte di un cielo più grande. Tra televisione nazionale, grandi produzioni e una carriera autorale già ben definita, Grillo continua a muoversi con passo coerente, senza forzature. La sua Luna resta lì, a illuminare il cammino. A volte da sola, a volte riflessa nelle voci degli altri. Ma sempre riconoscibile.






