Politica

Il “Mea Culpa” di Tammaro: pubbliche scuse per il caos in Consiglio comunale

Dalla “mazza” al pentimento: la strana metamorfosi del Presidente delle sedute “eccezionali ed urgenti”

TEANO (Elio Zanni) – «Chiedo scusa al Consiglio per il caos dell’altra volta, poco elegante e non adatto a quella che è la massima espressione della politica della nostra città. È poco opportuno arrivare a momenti di deriva dell’ordine in aula. Chiedo la vostra collaborazione e io ce la metterò tutta per evitare».

Consiglio comunale di Teano di lunedì 29 dicembre 2025, ore 10.14: il presidente del Consiglio Pasqualino Tammaro si cosparge il capo di cenere e chiede scusa «per la deriva dell’ordine» che sotto la sua presidenza raggiunse la seduta consiliare di venerdì pomeriggio 28 novembre 2025. Probabilmente mai il Civico consesso sidicino aveva raggiunto un momento politico così basso. E questo avrebbe dovuto far accadere qualcosa, che poi non è avvenuto: vedremo cosa.

La foto dell’assise del venerdì’ pomeriggio 28 novembre 2025 passata alla storia come “il Consiglio comunale della mazza”: caos, consiglieri che parlano per i fatti loro, telefoni che squillano, sindaco e assessori che intervengono come e quando vogliono. E malgrado la Consigliera comunale Maria Paola D’Andrea insistesse [di nuovo, per l’ennesima volta] nel bacchettare la maggioranza con i suoi «continuo a vedere un Consiglio disorganizzato», proprio Tammaro aggiungeva la ciliegina sulla torta combinandola grossa: «Poi, se mi devo mettere la mazza qua vicino a me, la posso anche mettere». Verbatim.

Una vergogna assoluta per la quale Tammaro stava per pagare un prezzo politicamente altissimo. Se è vero, com’è vero, che tra i tre gruppi politici (quello di Luana Camasso, Daniela Mignacco e della stessa D’Andrea) si sarebbe ragionato dell’opportunità o meno di segnalare il caso al Prefetto, ipotizzando la presentazione di un’istanza di sollevamento del presidente dal suo incarico.

Non possiamo giurare sull’esattezza di questa “indiscrezione”, ma una cosa è certa: Tammaro deve aver sentito puzza di bruciato, oppure si è redento davvero (e in tal caso ci fa piacere perchè glielo avevamo chiesto anche noi in un precedente articolo: pentiti, chiedi scusa a tutti), ma lunedì 29 ha spiazzato tutti chiedendo pubblicamente «scusa». Oddio, seduta stante si è subito preso la sua “vendetta” ripristinando uno stato d’inflessibile rispetto delle regole consiliari. Se n’è accorto bene l’assessore Giuseppe Esposito, al quale Tammaro, come a conferma dei nuovi rigori assembleari, ha impedito che intervenisse in voce “arbitrariamente” due volte di seguito. Chissà se re Tammaro farà lo stesso anche col Sindaco.

MARCO ZARONE

Mettiamo l’avverbio “arbitrariamente” tra virgolette, perché è ben altro il rigore che si va sempre richiedendo al Presidente nella conduzione e nell’organizzazione delle sedute. Non certo quello di limitare la parola al parlamento sidicino (che non a caso si chiama parlamento), ma per esempio nel «portare con puntualità nelle nuove adunanze i Verbali delle precedenti sedute», come gli ricordano e rimproverano continuamente Camasso e Marco Zarone di “Siamo Teano”.

Oppure (altro rigore serio, vero, di sostanza) evitando di convocare a raffica Consigli comunali “eccezionali e urgenti” quando di eccezionale si scopre ci siano solo i catastrofici ritardi accumulati dalla maggioranza nell’espletamento dei compiti amministrativi: come si affanna a ricordare la Consigliera D’Andrea a Tammaro.

Ma non è finita. Siamo sempre ai fuochi di fine anno di lunedì scorso, Camasso lo bacchetta proprio sull’assenza dei precedenti verbali di seduta consiliare «come chiede sempre il mio collega Zarone» e sui fuorvianti refusi delle intestazioni degli atti di convocazione, che riportano la dicitura “straordinaria ed urgente” anche quando i punti all’ordine del giorno toccano questioni assolutamente ordinarie. E Tammaro che fa? Si pente per la seconda e terza volta. Come in una via Crucis chiede altre due volte «scusa, perdono, faremo più attenzione ai refusi e faremo tutto il possibile per quanto riguarda i verbali».

Insomma, poco alla volta si accumula una valanga di «scuse» una montagna di «non lo faccio più» sotto l’albero di Natale del Consiglio comunale di fine anno 2025 a Teano che sembra sia passato di lì Babbo Natale. É stato un Consiglio che merita altri approfondimenti. Ma rimane un dubbio amletico su tutto quanto visto e sentito lì: quelle confessioni, scuse e genuflessioni: è buonismo natalizio oppure Tammaro si è redento davvero? Staremo a vedere. Pensatela come volete, ma noi preferiamo riservarci il beneficio d’inventario.