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“A Midwinter’s Night Dream”: applausi e emozioni per la Corale Dolce è Sentire

Teano in trasferta. Casertavecchia e Vairano Scalo, tra il Duomo di San Michele e la chiesa dei Santi Cosma e Damiano per raccontare il Natale attraverso la musica

TEANO / VAIRANO PATENORA (Pietro De Biasio) – Due tappe, due luoghi, un’unica idea di musica: comunicare il senso del Natale attraverso una coralità che è insieme preghiera ed emozione. Ed è proprio da qui che nasce il bilancio di questa esperienza, un bilancio che non passa dai numeri né dalle date, ma dalla persistenza delle emozioni.

Quello della Corale “Dolce è sentire” assomiglia a una scia e resta nell’aria, come l’eco di una nota ben tenuta. Il titolo scelto per i due concerti, “A Midwinter’s Night Dream. La musica nel cuore del Natale”, non era un vezzo letterario, né un richiamo ornamentale. Era piuttosto una dichiarazione d’intenti: raccontare il Natale come accade raramente, come possibilità che si rinnova proprio quando il freddo quello delle stagioni e quello dei cuori sembra più duro da attraversare.

Il riferimento all’Incarnazione del Verbo, al dono che spezza l’inerzia del tempo, ha dato senso e profondità a un percorso musicale che ha saputo unire sacro e umano, tradizione e ascolto contemporaneo. La prima tappa, il 27 dicembre 2025, nel Duomo di San Michele Arcangelo a Casertavecchia, aveva il respiro delle grandi occasioni.

Non solo per la solennità del luogo, che porta con sé secoli di pietra e silenzio, ma per la qualità dell’incontro. Accanto alla corale sidicina, il soprano Mariangela Topa, solista del coro della diocesi di Roma diretto da Monsignor Frisina e suo marito, il M° Leonardo Trinciarelli, tenore del Teatro dell’Opera di Roma.

Alcuni dei momenti più intensi della serata: “Jesus is my life”, il Magnificat, “Adorazione di Maria nel presepe” di Frisina, fino a “Mary did you know?”, brano ormai entrato nel canone emotivo del Natale contemporaneo. Qui, insieme a Trinciarelli e ad Angelo Vetrano, solista della corale, la musica ha smesso di essere esecuzione per diventare racconto condiviso, sospensione collettiva del tempo.

A sostenere e impreziosire l’intero impianto sonoro, un ensemble di grande eleganza: dal pianoforte di Maria Teresa Roncone agli archi di Fernando Ciaramella, Vera Anastasi, Ida Rispoli e Umberto Sorbo, dal flauto di Federica Pompa alla tromba di Simone Morganella, fino alle percussioni di Francesco Maria Gaudelli.

Un equilibrio raro, in cui ogni strumento ha trovato il proprio spazio senza mai sovrapporsi alla voce, che restava centro e cuore del progetto. Tra i momenti più applauditi, “Have Yourself a Merry Little Christmas” nell’arrangiamento di Mark Hayes, e poi il ritorno alle grandi architetture della musica sacra: il “Gloria” di Vivaldi e l’Hallelujah di Händel, gran finale inevitabile eppure sempre capace di rinnovare lo stupore.

Il secondo appuntamento, il 3 gennaio 2026 nella Chiesa dei Santi Cosma e Damiano di Vairano Scalo, ha cambiato prospettiva senza tradire lo spirito. Qui la musica si è fatta ancora più intima, quasi confidenziale. Protagoniste tre voci femminili di solida esperienza: Teresa Montaquila, Chiara Orabona e Miriam Borrelli, accompagnate al pianoforte da Giuseppe Granatello e al clarinetto da Alfredo Apuzzo, con il ritorno di Federica Pompa e Umberto Sorbo.

Un organico più snello, ma non meno intenso. Entrambi i concerti, diretti con mano attenta e partecipe di Linda Verdolotti, hanno restituito l’immagine di un gruppo che non cerca l’effetto, ma la verità del suono. Una corale che cresce non per accumulo, ma per sottrazione, per ascolto reciproco, per fedeltà a una visione.

Questo bilancio, allora, non è una conclusione ma un preludio. Il 2026 si apre come una partitura ancora da scrivere, ricca di appuntamenti e di sfide, tra cui spicca il progetto dedicato all’VIII centenario del Transito di San Francesco d’Assisi.