Il Comune dichiara il dissesto finanziario. Il crac caleno: debito da 1,9milioni di euro
L’Ente trattato come una mucca da mungere fino all’ultima goccia. Inizia un periodo di lacrime e sangue
CALVI RISORTA (Elio Zanni) – Cari cittadini di Calvi Risorta, preparate i fazzoletti (o meglio, i portafogli): il Comune ha ufficialmente gettato la spugna. Il tanto annunciato stato di dissesto finanziario è arrivato, mettendo la parola fine al pietoso tentativo di nascondere la polvere sotto il tappeto con il “Riequilibrio Pluriennale”. La verità, emersa dalle carte dei tecnici a fine 2025, è che il Comune non è solo al verde, ma è nel baratro. Ve la dico tutta: siamo – anzi siete – al fallimento economico e finanziario dell’Ente.
Il “miracolo” contabile all’incontrario che ha portato al crack non è figlio della sfortuna, ma di una gestione negli anni che definire allegra sarebbe come fare un complimento ai politici locali dell’ultimo decennio e ai loro successori amministrativi, burocratici e tecnici.
Ed ecco a voi gli ingredienti della ricetta che ha cucinato i contribuenti caleni: Debiti “fantasma”: Oltre 1,9 milioni di euro di debiti fuori bilancio. Una cifra record per una realtà come la nostra dell’Alto casertano.
Pensate un po’ che finanza creativa: si usavano entrate straordinarie per pagare le spese quotidiane e si attingeva a fondi vincolati come se fossero un bancomat senza fondo. Il fondo per i crediti difficili da riscuotere (Fcde) – che spesso costituisce il paracadute per molti comuni della stessa Risma di quello caleno – era cronicamente sottostimato. In pratica, si faceva finta che tutti avrebbero pagato tutto, pur sapendo che non era così.
Leggendo le carte si capisce – ci siamo riusciti persino noi… – che c’era una specie di Mago Silvan in grado di occultare agli occhi di tutti registrazioni approssimative e documenti mancanti. Un caos che renderebbe orgoglioso qualsiasi prestigiatore, ma che ha lasciato l’Ente senza ossigeno.
L’Organo di Revisione, guidato dal dott. Toriello, non ha potuto far altro che constatare il decesso finanziario: il Comune non può più garantire nemmeno i servizi indispensabili. Ecco che la Commissione Straordinaria, la triade di esperti e garanti, ha messo il timbro finale questa storia lunga e assurta.
Adesso inizia la fase del commissariamento: si riparte da zero, ma con il freno a mano tirato. I debiti verranno liquidati lentamente, mentre ai cittadini resteranno tasse al massimo e servizi al minimo.
Ve lo dico io, che guardando le cose a distanza le mette forse meglio a fuoco: vedrete che in occasione delle prossime elezioni amministrative – ammesso che saltino fuori dei coraggiosi – sentiremo ancora dire, dai protagonisti del passato, che “tutto è stato fatto per il bene del paese”. Ma i numeri, che a differenza della politica non hanno bisogno di voti, raccontano un’altra storia.
Amministrare non significa fare dichiarazioni d’amore ai comizi, ma tenere i conti in ordine. I risultati dicono che Calvi Risorta è stata trattata come una mucca da mungere fino all’ultima goccia, per poi lasciarla a secco nel momento del bisogno.
Il conto è arrivato, salatissimo, e la cittadinanza può solo “ringraziare” chi, con una miopia amministrativa degna di nota, ha preferito ignorare l’abisso finché non ci è caduta dentro.






