Processo Lombardi, Cipro e altri. Il perito: sorteggio ditte file variati e bitume sparito
Oggi il cuore dell’inchiesta batteva sugli appalti per la manutenzione della SS 6 Casilina e la Scuola Cales
CALVI RISORTA / SANTA MARIA CAPUA VETERE / CESA / PRESENZANO (EZ) – Non è solo un elenco di violazioni amministrative, ma il racconto di un modus operandi nella selezione delle ditte che i periti della Procura arriverebbero a definire “sistema Calvi”. Oggi 9 gennaio 2026 alle 12.30 dinanzi alla terza sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, si è svolta l’ennesima fase del processo che vede alla sbarra l’ex sindaco di Calvi Risorta, Giovanni Rosario Lombardi, e l’ex vice Giuliano Cipro. Oggi si è entrati nel vivo con la deposizione dei consulenti tecnici del Pm Maurizio Giordano.
Le conclusioni dei periti disegnano un quadro dove la fede pubblica dei documenti sembra cedere il passo alla manipolazione: liste di ditte corrette a mano sui fogli di calcolo Excell dopo l’estrazione, documenti contabili svaniti nel nulla come il “giornale dei lavori” e varianti urbanistiche spacciate per urgenze, ma che – a detta degli esperti – erano pianificate a tavolino perché risalenti a tempi remoti prima delle gare, come dimostrano le foto di Google Maps.
Il cuore dell’inchiesta batte sulla manutenzione della SS 6 Casilina. Qui, secondo i tecnici, la trasparenza della piattaforma digitale Asmel sarebbe stata aggirata con una facilità disarmante. I verbali parlano di un sorteggio avvenuto il 14 novembre 2019, ma i file digitali tradirebbero i responsabili: l’estrazione era già avvenuta due giorni prima.
«È stato utilizzato un software che generava file Excel modificabili», hanno spiegato i periti in aula, illustrando sui monitor come la cronologia delle operazioni abbia permesso di ricostruire il momento esatto in cui le liste delle ditte sarebbero state alterate per inserire i nomi “giusti”. Su questo c’è stata però una sorpresa, quando ha parlato il diretto interessato, l’ex presidente del Consorzio Asi Pietro Cappello, che dicendo di aver consegnato direttamente lui i file Excel analizzati dai periti ha lasciato capire che per lui le estrazioni sono state due quella del 12 e poi quella del 14 novembre. Rimane da accertare, però, se e come in quei due giorni sia avvenuta la registrazione su Asmel della ditta aggiunta nel file Excel di giorno 14 novembre. Una verifica fondamentale.
Ma, attenzione, le anomalie segnalate dai periti non si fermano agli uffici: arrivava sull’asfalto. Per far quadrare i conti e finanziare l’inserimento di due strade non previste nel progetto originario (un’operazione da 150mila euro), i periti hanno denunciato una manovra rischiosa: sarebbe stato sottratto il 25% del bitume previsto per la Casilina. Si sarebbe, sempre secondo loro, “sfrattonato” (ossia graffiato via il vecchio asfalto) per una profondità di 3 centimetri e in alcuni casi di 1,5 centimetri, ma i poi accusato l’utilizzo di 4,00 cm di bitume, per il tappetino stradale dei cosiddetti rispristini definitivi. Ma, se fosse stato vero questo (4 cm di tappetino dappertutto) sarebbe stato necessario giocoforza sollevare di alcuni centimetri anche tutti i chiusini e le prese stradali dei sottoservizi rete fognaria, elettrica e idrica. Qui i periti hanno detto di aver notato che sono stati sollevati solo pochissime botole «circa quattro».
Il risultato non sarebbe solo un danno erariale, ma un pericolo pubblico: con un manto stradale pronto a staccarsi e sollevarsi in grado di mettere a rischio la stabilità dei veicoli. E sulla variante “imprevedibile” che fermò i lavori nel 2020, i tecnici sono stati trancianti: usando Google Maps, hanno fotografato lo stato delle vie in date precedenti gli appalti dimostrato che quei problemi erano visibili a chiunque già prima dell’inizio del cantiere. Quindi: nessuna sorpresa e nessuna variante era giustificabile con lo scudo dell’emergenza. Cioè, quelle strade facevano schifo lo stesso ed erano da rifare, ma lo si sapeva ben prima dell’elaborazione del progetto.
Lo schema si sarebbe ripetuto, quasi identico, per l’appalto del complesso scolastico Cales. Anche qui, come palesato dai periti peggio mi sento: le carte raccontano una realtà parallela. Il perito ha scopeto che uno dei firmatari dei verbali di sorteggio, il funzionario Cappello «come da file delle timbrature in Comune» il giorno dell’estrazione non era nemmeno al lavoro. Che dire poi di quello che potremmo definire “l’aggiunta fuori sacco”.
L’elenco delle ditte sarebbe stato manipolato manualmente nella colonna nel file Excel delle ditte estratte e proprio l’impresa comparsa nella data della seconda estrazione (ma l’estrazione regolarmente avrebbe dovuto essere una (1) soltanto e coincidere con la data di compilazione del verbale. Guarda caso o il caso ha volto che la ditta aggiunta si sia è poi aggiudicata l’appalto. Qui ci sarà da accertare se la ditta che risulta aggiunta sia mai stata in grado di registrarsi nei giorni che separano le due estrazioni.
Di questa gara non è stato possibile reperire il documento più importante, il giornale dei lavori, rendendo impossibile ricostruire la reale contabilità del cantiere. Mancano infatti i report fotografici che oggi come oggi, le ditte eseguono addirittura in modalità geo-referenziata. Qui non ci sono proprio.
Sullo sfondo resta la posizione degli altri 12 imputati, coinvolti in quella che la Dda di Napoli considera una gestione opaca degli appalti che ha interessato non solo Calvi Risorta, ma anche i comuni di Presenzano e Cesa. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Giuseppe Stellato, Giuseppe De Angelis, Ferdinando Letizia, Vincenzo Alesci, Claudio Sgambato, Marco Acampora, Caterina Maria Rosaria Ursillo, Federico Conte, Maddalena Napolano.






