Schiaffo alla dignità: Asl Caserta elimina la cura del dolore e chiude l’Ambulatorio del Distretto 14 di Teano
Per 84mila abitanti, si chiude un’eccellenza per i malati terminali. Appello ai politici locali, regionali e a Pina Picierno: «Fermate questo scempio».
TEANO / CAIANELLO / PIETRAVAIRANO / FRANCOLISE / VAIRANO PATENORA / CONCA CAMPANIA / GALLUCCIO / MARZANO APPIO / MIGNANO MONTE LUNGO / PRESENZANO / ROCCA D’EVANDRO / ROCCAMONFINA / SAN PIETRO INFINE / TORA E PICCILLI / SESSA AURUNCA / CELLOLE (Elio Zanni) – Esistono decisioni amministrative (o anche semplici situazioni di fatto) che superano il confine della gestione burocratica per sfociare in qualcosa percepibile come profondamente INUMANO. Quella RECENTEMENTE presa o anche solo capitata (come conseguenza di altre situazioni) all’Asl Caserta è una di queste: l’Ambulatorio per la cura del dolore del Distretto 14 chiude i battenti. Non sappiamo se definitivamente o per quanto tempo, ma chiude. Un servizio che non era solo medicina, ma dignità pura per chi affronta il tratto più buio dell’esistenza.
Un’eccellenza distrutta con un colpo di penna
Inaugurato a gennaio del 2024, (mentre il Direttore generale all’Asl Caserta è Amedeo Blasotti e l’ex direttore sanitario Enzo Iodice) l’ambulatorio di via Roma a Teano era diventato in breve tempo un punto di riferimento non solo per i sedici comuni del distretto 14, ma anche malati che giungevano fuori provincia e regione. Forniva terapie per il dolore per tutte le casistiche: artrosi, ernie e fino all’atroce dolore oncologico. Questo in tre punti: Teano, Sessa Aurunca e Cellole, ossia presso le città più popolose. Tutto azzerato (con Direttore generale all’Asl Caserta Antonio Limone e Direttore amministrativo Domenico Perri)e si parla della chiusura dello stesso servizio anche a Caserta città.

E dire che stessa professionista anestesista che operava a Teano, nella fattispecie la dottoressa Lina Baldascino, si occupava dell’ambulatorio dell’Asl e anche delle visite domiciliari: per la cura del dolore per malati terminali a domicilio.
Dunque, non si trattava solo di ambulatori: il servizio arrivava fin dentro le case dei malati terminali che sceglievano di non spegnersi in un “hospice”, ma tra le proprie mura. Ora, quella mano tesa verso chi soffre viene brutalmente ritirata.
Il risparmio della vergogna: 30 euro con i malati allo sbaraglio
I professionisti dedicati alla terapia del dolore sono stati richiamati, con ordine di servizio, presso l’Ospedale di Sessa Aurunca, dove però già operano ben 20 anestesisti. Ma il vero schiaffo è economico. Il calcolo dell’Asl appare cinico: I Professionisti interni costano di 50 euro l’ora, mentre i medici convenzionati (esterni): costo di 80 euro l’ora. Quindi l’Asl, con questo taglio del servizio, risparmia 30euro, ma… togliendo un servizio fondamentale per la vita residua e per la dignità delle persone.

Per risparmiare una manciata di euro sulla differenza tariffaria o per logiche di accentramento che nulla hanno a che fare con la salute pubblica, si smantella un presidio che serve 84mila abitanti. Molti pazienti, già prenotati fino al 20 gennaio, si sarebbero sentiti rispondere in queste ore dagli uffici distrettuali la frase più gelida: «L’ambulatorio ha chiuso – non sappiamo darvi delle spiegazioni o indicazioni». Una signora di Calvi Risorta – questo è successo ieri 9 gennaio 2026 – con tutta la prenotazione si è vista costretta a rientrare casa e consultare medico, amici e partenti per tentare di sapere che fare, sopportando nel frattempo lancinanti dolori.
Dove sono e che fanno i rappresentanti politici?
Questa non è solo una battaglia locale. La chiusura viola, infrange, le direttive europee sulle cure palliative, che l’Italia dovrebbe garantire come diritto essenziale. Il richiamo va ai vertici: alla Vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, figlia di queste terre, che si confida intervenga contro questo declassamento della dignità umana. Stavolta, con la violazione delle DIRETTIVE EUROPEE la sidicina in Europa può ben fare qualcosa per Teano.

Ma bisogna essere realisti. Qui per ottenere qualcosa dovrebbero scattare tutti i politici, locali dal sindaco di Teano, Giovanni Scoglio PRIMA AUTORITA’ SANITARIA LOCALE che dovrebbe subito riuscire a convocare (cosa mai fatta in 4 anni) la Conferenza dei sindaci del Distretto 14, come pure in via diretta i primi cittadini di Caianello, Pietravairano, Francolise, Vairano Patenora, Conca Campania, Galluccio, Marzano Appio, Mignano Monte Lungo, Presenzano, Rocca Di Evandro, Roccamonfina, San Pietro Infine, Tora e Piccilli, Sessa Aurunca, Cellole.
Si chieda subito di ritirare l’ordine di servizio in attesa di chiarimenti e perchè è mancata una discussioni. Si chieda in alternativa di venire a riferire alla dormiente Conferenza dei Sindaci del Distretto. Si chiedano, in mancanza di tutto ciò le dimissioni dei responsabili. Si chieda l’intervento del Parlamento Europeo per violazione delle direttive sulle cure palliative. Si chieda di intervenire a tutti i neo-eletti in specie di maggioranza in Regione Campania.
Non si può risparmiare sulla sofferenza
Facendo trapelare queste due date, quella dell’altro ieri (con la chiusura degli ambulatori) e quella del 16 con il trasferimento dei professionisti a Sessa l’Asl sembra aver agito con la solita strategia del “sondaggio”: sospendere il servizio per vedere se la popolazione reagisce come un gregge di pecore o se ha ancora la forza di indignarsi. Ma anche i politici di turno a tutti i livelli sono chiamati a verificare se abbiano ancora un briciolo di dignità e la forza di mettersi in gioco, di reagire.
Intanto giunge voce che l’Associazione Difesa Servizi Sanitari di Teano è già sul piede di guerra per organizzare incontri istituzionali, ma anche azioni di sensibilizzazione e magari mobilitazioni popolari. Teano e il casertano hanno già dato, soffrono già di carenza di servizi sanitari più e peggio di tutta Italia, non possono accettare di tornare a essere “gli ultimi” anche in un ambito, quello della terapia del dolore, in cui erano diventati un esempio da seguire.







