Politica

Abbiamo forse parlato troppo di sanità? «Direttore Limone, l’esclusione delle nostre testate dalla comunicazione Asl è un atto di debolezza, non di forza»

Lettera aperta al manager generale dell’Asl Caserta 1: aggiungiamo la nostra voce a quella dei giornali che odiano le “liste di proscrizione” 

TEANO / SESSA AURUNCA / CASERTA (Tommasina Casale Officina0823 – Elio Zanni TeanoCe.it) – C’è qualcosa che non torna nella gestione della comunicazione dell’Asl di Caserta. Da qualche tempo, le caselle mail di Officina0823 e Teanoce sono rimaste “all’asciutto”: i comunicati stampa ufficiali sembrano aver smarrito la strada delle nostre redazioni.

E, a quanto pare, non siamo i soli. Sembra infatti che anche altri quotidiani online, colpevoli forse di aver mosso qualche critica all’operato dell’Azienda sanitaria, siano stati messi alla porta. Più che una scelta strategica, questa esclusione somiglia tanto a una dose di “olio di ricino” di fascista memoria, somministrata a chi non si limita a fare da megafono ma prova a raccontare la realtà, anche quando è scomoda.

Ci chiediamo allora, caro Direttore Antonio Limone, se questa decisione di tagliarci fuori sia farina del suo sacco o se, come si vocifera con insistenza nei corridoi, le sia stata “suggerita” da qualcuno. Il sospetto è forte: non vorremmo che dietro questo silenzio ci fosse lo zampino di qualche figura politica che da tempo tiene le redini dell’Azienda sanitaria e che, non godendo della nostra simpatia (e noi della sua), stia provando a regolare i conti oscurando l’informazione.

Pasquale di Benedetto

Da sempre abbiamo lavorato con estrema serenità grazie alla professionalità di Pasquale Di Benedetto, addetto stampa interno all’Asl, sempre puntuale e corretto con tutti.

Oggi invece leggiamo di nuovi “addetti” di cui vorremmo conoscere la natura del contratto: sono dipendenti dell’Azienda? Chi li paga? E soprattutto, rispondono all’interesse pubblico o ai desiderata di qualche “protettore” politico che vuole decidere chi può parlare e chi no? L’Asl è un’Azienda pubblica, pagata dai cittadini, e la salute non è un argomento su cui si possono fare selezioni all’ingresso come in un club privato.

Caro Direttore, restiamo in attesa di capire se la mailing list tornerà a essere completa o se dobbiamo rassegnarci a una gestione della comunicazione che sa di vecchio e di autoritario.