Economia Politica

L’Asl Caserta e l’allarme stop della Terapia del dolore: la smentita (senza firma e senza timbro). Ma il personale medico ha in tasca le lettere di trasferimento…

La vera smentita sarebbe stata quella di annullare i trasferimenti, per evitare all’Ambulatorio la stessa fine della Tac: ferma per mancanza di personale   

TEANO / SESSA AURUNCA / CASERTA (Elio Zanni) – Miracolo a Caserta! Chi l’ha detto che la sanità pubblica è lenta? Se c’è da tappare un buco mediatico, l’Asl scopre improvvisamente il fervore domenicale. Oggi, 11 gennaio 2026, di domenica mattina, giorno di riposo per i comuni mortali, ma non per gli uffici di via Unità Italiana, dove un anonimo eroe del tastierino decide di inviare una “smentita lampo”. E qui scatta il primo applauso: chi osa ancora dire che all’Asl si lavori poco venga fulminato sulla via di Teano; Damasco è lontana.

Peccato che la solerzia non vada di pari passo con la forma. Perché la suddetta smentita è un capolavoro del genere “mistero buffo”: niente carta intestata, niente timbro, niente firma. Un testo nudo e crudo nel corpo della mail, accompagnato – per non farsi mancare un tocco di estetica – dalla foto dell’ex ospedale di Teano. La foto ci sta tutta è emblematica. Come a dire: vedete che succede quando nessuno si interessa delle sorti della città? Ospedale ristrutturato e poi chiuso. Ma arriva la smentita del fermo del servizio Terapia del dolore. Ci fa piacere che sia ripreso il flusso delle email, ma in questo caso è un po’ come se il Ministero dell’Economia vi mandasse una cartella esattoriale tramite WhatsApp con la foto di un euro. Ma veramente fate?

Colpisce poi la tempistica. Per settimane, testate come TeanoCe.it e Officina0823 sono state cancellate dai radar della mailing list aziendale. Silenzio assordante. Poi, d’incanto, il nome dei “cattivi” riappare negli elenchi proprio quando c’è da smentire. E in fretta. Ma come mai il servizio terapia del dolore non chiude o non chiude più? L’a lingua italiana è una brutta bestia, si intuiscono dei concetti anche se non espressi: si chiamano errori freudian. Comunque, si mormora che il miracolo sia merito dell’intervento della “nuova politica” regionale, quella che oggi sposta i pesi (e le poltrone).

Ma, al netto dei retroscena, restano i fatti. E i fatti sono testardi. Ai pazienti del Distretto 14 era stato detto chiaramente: l’ambulatorio di Terapia del Dolore chiuderà “salvo diversa comunicazione” causa trasferimento del personale. Non era una chiacchiera da bar. Ci sono i testimoni. Ma c’è di più. Alla dottoressa incaricata abbiamo saputo per vie traverse che è arrivata una lettera di trasferimento. Un atto, nero su bianco. Altro che «riorganizzazione» e «superamento delle frammentazioni». Dove sono gli ordini di servizio per rimpinguare l’Ambulatorio di che trattasi?

Sindaco – Giovanni Scoglio

Il sindaco di Teano, intanto, ha accolto la smentita senza firma a braccia aperte, come fosse il Vangelo, con il sollievo di chi si toglie un peso dallo stomaco (forse la preannunciata convocazione – mai fatta negli ultimi quattro anni – della Conferenza dei 16 sindaci del Distretto Sanitario N.14). Eppure la nota dell’Asl non spiega l’essenziale: perché è non è stata comunicata a nessuno la detta «riorganizzazione del servizio? Perché, viceversa è stato comunicato ad alcuni pazienti che il servizio sarebbe cessato «salvo diversa e successiva comunicazione»? E che senso ha trasferire altrove l’unica professionista che lo garantiva?

La verità è che «la gatta frettolosa ha fatto i figli ciechi» come dice la collega Tommasina Casale su Officina0823. Questa fretta di smentire, senza metterci la faccia (e il timbro), puzza di ripensamento dell’ultimo minuto. È l’effetto della “tenaglia”: da una parte la stampa e le associazioni locali hanno alzato il polverone, dall’altra l’ombra della Rai e dei politici locali e regionali che hanno interpellato a raffica l’Asl dove qualcuno si sarebbe sentito tremare la terra sotto i piedi.

Cari vertici dell’Asl, con tutto il rispetto: caro Direttore Antonio Limone, caro sindaco Scoglio: non vorremmo che la Terapia del Dolore facesse la fine che ha fatto la Radiologia. Ricordate? Annunci trionfali, sfilze di ringraziamenti e meriti auto-attribuiti e autocelebrativi del sindaco e della lista Teano in Comune. Risultato: oggi, 11 gennaio 2026, a Teano l’ambulatorio è fermo e la Tac prende la polvere perché mancano i radiologi.

Provate a smentire anche questo, se vi riesce. Magari stavolta, per decenza, usate un timbro. Se non lo avete trovato in ufficio di domenica, chiedete al custode: di solito sta nel primo cassetto a destra.

LA TESTIMONIANZA

𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐑𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐓𝐄𝐑𝐀𝐏𝐈𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐄: 𝐋𝐀 𝐒𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈𝐓𝐀 𝐋’𝐀𝐋𝐋𝐀𝐑𝐌𝐄 𝐄𝐑𝐄 𝐅𝐎𝐍𝐃𝐀𝐓𝐎 𝐄𝐂𝐂𝐎 𝐏𝐄𝐑𝐂𝐇𝐄’ di Vito Taffuri (ex consigliere comunale, già candidato sindaco e giornalista:

«In merito alle notizie sul fermo, da parte dell’Asl, del servizio di terapia del dolore del Distretto sanitario di Teano 14, porto una testimonianza diretta.

VITO TAFFURI

Ho accompagnato personalmente un mio parente a effettuare la terapia e, all’interno degli ambienti ambulatoriali, ci è stato espressamente riferito che il servizio non sarebbe più stato disponibile a causa del trasferimento dei professionisti addetti all’erogazione delle prestazioni.

Il tutto, salvo eventuali comunicazioni successive che confermassero i futuri appuntamenti, comunicazioni che però non ci sono mai pervenute. Per questo motivo mi meraviglia che l’Asl abbia fatto sapere, tramite un documento privo di firme e di timbro, che non vi sarebbe alcun pericolo di interruzione del servizio. Come si può garantire un servizio pubblico – ad esempio quello dei trasporti – se si trasferiscono tutti gli autisti?

Sono invece propenso a pensare che l’Asl, sotto la pressione dei giornali e successivamente sotto quella dei politici, essendo essa stessa un’azienda politicizzata, abbia fatto immediatamente marcia indietro. Questo mi fa piacere, ma non si può parlare di una smentita, perché l’allarme era fondato su testimonianze dirette».

ED ECCO LA LETTERA DOMENICALE SENZA TIMBRI E SENZA FIRME DELL’ASL

L’ASL Caserta assicura: nessuna chiusura, in corso la riorganizzazione della Rete di Cure Palliative.

CASERTA, 11 gennaio 2026 – In relazione alle notizie apparse recentemente su alcuni organi di informazione locali, riguardanti una ipotetica dismissione dell’Ambulatorio di Terapia del Dolore presso il Distretto 14 di Teano, la Direzione Strategica dell’ASL Caserta ritiene doveroso fornire alcune precisazioni per rassicurare l’utenza e fare chiarezza sulla reale programmazione sanitaria.

Si intende smentire la notizia relativa alla chiusura della struttura o alla soppressione del servizio. Non è, infatti, nelle intenzioni dell’Azienda interrompere attività essenziali per il territorio; al contrario, l’ASL è impegnata in un percorso di ottimizzazione e standardizzazione dei servizi, necessario per rispondere in modo sempre più appropriato ai bisogni di salute dei cittadini.

In tale ottica, la Direzione sta lavorando al perfezionamento della “Rete delle Cure Palliative”. L’obiettivo è superare la frammentazione attuale per garantire un’assistenza omogenea che non si limiti alla sola fase di terminalità, ma che accompagni i pazienti di ogni età attraverso un percorso di cura integrato. Il progetto prevede, infatti, un’evoluzione del servizio nell’ambito delle reti locali domiciliari, attraverso il coinvolgimento di equipe multidisciplinari. Tali gruppi di lavoro vedranno la presenza attiva di professionisti qualificati – tra cui anestesisti-rianimatori esperti in terapia del dolore e cure palliative – per assicurare una presa in carico globale e specialistica.

L’Asl Caserta, per precisa volontà della Direzione Strategica, persegue costantemente la ricerca della migliore organizzazione possibile. Ogni azione amministrativa e sanitaria è volta a superare le frammentazioni del passato per mettere concretamente il cittadino al “centro” del sistema salute, garantendo risposte appropriate, prossimità e dignità di cura in ogni distretto della provincia, Teano incluso. Si invitano pertanto gli organi di informazione a verificare le fonti istituzionali prima di diffondere notizie che possono ledere la serenità dei pazienti e il lavoro degli operatori sanitari.