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Orgoglio sidicino e caleno in Germania: Sergio Passaretti nominato Commissario della Polizia Federale

Figlio di emigrati: ora è il nuovo volto giovane della Polizia tedesca

TEANO / CALVI RISORTA (Vito Taffuri) – Un risultato di grande rilievo che racconta una storia di integrazione riuscita, merito e mobilità europea. Sergio Passaretti, 20 anni, entra ufficialmente nella Polizia Federale tedesca con il grado di commissario, distinguendosi come uno dei più giovani funzionari mai nominati.

Nato in Italia e cresciuto in Germania, Passaretti è figlio di genitori campani del Casertano: la madre, Anna, originaria di Calvi Risorta, e il padre, Carmine, di Teano. Una famiglia semplice, fondata su valori solidi come il rispetto delle regole, l’educazione e il senso del dovere, che ha scelto l’emigrazione per garantire ai figli un futuro migliore.

𝐅𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝’𝐞𝐜𝐜𝐞𝐥𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐬𝐞𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐠𝐨𝐫𝐨𝐬𝐚

Fin dall’inizio, il suo percorso è stato orientato verso il servizio pubblico. Dopo aver superato un severo processo di selezione, Sergio Passaretti ha intrapreso il percorso di formazione duale presso l’Università Federale tedesca, completando gli studi con il massimo dei voti.

Non è stato un cammino semplice. L’approccio al diritto tedesco e alle strutture amministrative molto rigorose ha richiesto un grande impegno. Ma il desiderio di contribuire alla sicurezza del Paese nel quale è cresciuto è stato determinante.

𝐈𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐚 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐧𝐢𝐚

Il giovane commissario sarà assegnato alla Direzione della Polizia Federale di Colonia, dove opererà inizialmente nei settori della polizia di frontiera e del contrasto alla criminalità. Un incarico delicato in una delle principali aree metropolitane della Germania.

Secondo i vertici della Bundespolizei, la sua competenza interculturale rappresenta un valore aggiunto concreto. La conoscenza fluente di italiano, tedesco e inglese è considerata un elemento strategico in un contesto urbano e internazionale come quello di Colonia.

𝐔𝐧 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚

La nomina di Sergio Passaretti assume un significato che va oltre il risultato personale. È il segno di un’Europa in cui talento e merito possono affermarsi oltre i confini nazionali, e un esempio per molti giovani con background migratorio che aspirano a una carriera nel servizio pubblico.

Una storia che racconta non solo il successo di un giovane italiano all’estero, ma anche il valore dell’integrazione e del contributo che le nuove generazioni possono offrire alle istituzioni europee.