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Terapia del Dolore, la verità sul “caso Teano” scuote la conferenza stampa Asl. Limone: «Riaprite subito o ci vado io» GUARDA IL VIDEO-COMPOSIT

Altro che smentita. L’Ambulatorio del Distretto sanitario 14, proprio come riportato da teanoce e officina0823 ha chiuso “di fatto”. Tanto che il Direttore generale s’infuria con Moretta e ne impone la riapertura «ad horas», per il 16 gennaio 2026

TEANO / CASERTA E PROVINCIA (Elio Zanni) – Ci siamo decisi a pubblicare solo adesso, di domenica, questo report, perchè non sapevano ancora se sentirci offesi, incompresi o soddisfatti del finale della storia. Poi hanno prevalso le insistenze dei lettori, tutte uguali: «Ma proprio voi non scrivete nulla dopo la conferenza stampa?». Ed eccoci a Voi. Caserta, ore 12.15 di giovedì 15 gennaio 2026. Il Direttore Generale dell’Asl di Caserta, Antonio Limone, interviene sui fatti di Teano, a valle di quella che doveva essere una clamorosa smentita (che invece si rivelerà inopportuna, frettolosa, improvvida) della notizia riguardante la chiusura (che infatti si è verificata e poi limitata a pochi giorni) dell’Ambulatorio di Terapia del Dolore. Limone, dopo aver appreso la sconcertante verità: «Dottor Moretta, s’impegni subito, ora, a riaprire entro domani [16 gennaio 2026] l’Ambulatorio di Terapia del Dolore a Teano, altrimenti vengo direttamente io sul posto a fare il servizio». Già questo dovrebbe farvi capire quanta verità era contenuta nel nostro articolo di allerta.

È stato il giorno di Limone. Anzi, poteva esserlo. Poi qualcosa è andato storto e ha guastato la festa. Un piccolo dettaglio: una verità che gli era stata nascosta; pare. Quel benedetto Ambulatorio di Terapia del Dolore a Teano era stato chiuso davvero. Proprio come preannunciato da teanoce.it & offina0823. Inizia la conferenza stampa. Alla destra di Limone siede la direttrice amministrativa Genoveffa Vitale, dal lato opposto il direttore sanitario Domenico Perri. Limone sta spiegando agli invitati il progetto riorganizzativo e almeno come progetto è una poesia per le nostre orecchie. Poi arriva l’inciampo di Teano, che non ci voleva proprio. L’ambulatorio per la terapia del dolore presso il Distretto 14 di Teano (che serve oltre 16 comuni) mentre organizzavano la Conferenza stampa era stato effettivamente chiuso, proprio come avvertiva molti giorni prima un “fesso” di giornalista di provincia dalle pagine di teanoce.it e non solo. CLIKKA E GUARDA LA NOSTRA VIDEO-SELEZIONE

Il fatto è che – a parte 3 testate – molti altri giornali per nascondere il buco di cronaca si erano divertiti e limitati a pubblicare la smentita; ma la notizia base no: mai. Ma ecco che spunta la nuda verità che scandalizza. La verità spiazza le chiacchiere perchè è sempre legata a un fatto concreto. E cala il gelo dietro le schiene dei “plaudenti” di prima fila, medici e responsabili dell’Asl di Caserta e provincia che, poco prima, si erano spellati le mani con un fragoroso applauso all’indirizzo del loro capo. É stato quando quando Limone, puntando il dito indice accusatorio verso teanoce e chi scrive ha detto: «Siete stati proprio voi a scrivere della chiusura dell’Ambulatorio, ma non è vero affatto».

Dir. Salvatore Moretta

Che Dio lo perdoni – Limone – nessuno lo aveva informato – a quanto pare – che le cose erano andate in un altro modo: l’Ambulatorio era stato chiuso veramente. Lo scopre adesso, quando Teanoce prende la parola: «Dottor Limone, guardi che si sbaglia, l’Ambulatorio è chiuso. Proprio come aveva detto teanoce.it».

Moretta conferma. E la sala esplode. É il caos. Interviene di nuovo «teanoce rivolgendosi agli ossequiosi dottori e dirigenti: Applaudite adesso se ne avete il coraggio», Qualche raro collega accenna a un’espressione da whatsapp: «Azz. il fatto era vero». Altre testate testate refrattarie a informazioni non calate dall’alto o semplicemente per invidia, ignoranza o disinteresse (fate voi) fanno finta di niente. I dottori sono i più disorientati. Li si sentiva bisbigliare. Cavolo, e adesso che si fa, ora che è emerso il fatto che è chiuso? «Invece di applaudire che facciamo: ci prendiamo a schiaffi da soli?». Mani paralizzate. Le facce: volti di cera. I loro cervelli elaboravano malvolentieri un pensiero terzo, scomodo: per Dio, quei «giornali maledetti» non erano andati poi tanto lontani dalla verità assoluta. Una chiusura “di fatto” dell’Ambulatorio. Una chiusura non predisposta dal Direttore Generale (visibilmente deluso) ma vieppiù reale e che va oltre le chiacchiere, causata da situazioni (trasferimento di personale e ferie) non risolte in tempi utili dal Direttore Sanitario del Distretto 14 di Teano, Salvatore Moretta. Questo non è solo il nostro pensiero ma è una cosa che dirà direttamente Limone alla platea.

Emilio Fede, in questo caso, avrebbe usato un’espressione molto colorita che non vogliamo ripetere qui. Più avanti ve ne sveleremo il motivo. Non si tratta di pudicizia, ma di una reticenza che nasce dalla necessità di concedere un nota di credito, come per tutti, ad inizio mandato, anche a Limone. Se i patti di trasparenza e dinamicità, dialogo e addirittura di condivisione dei problemi – che oggi appaiono chiari – saranno mantenuti.

Insomma, alla fine, alla conferenza stampa, sempre quella indetta giovedì 15 gennaio 2026 dall’Asl a Caserta, anche il Direttore Generale Limone ha dovuto prendere atto che teanoce, officina0823 e Appia Polis avevano visto bene: il servizio per qualsivoglia ragione (comunque legata al personale e all’Asl come disorganizzazione) era stato chiuso. E infatti dirà platealmente: «Questa è una situazione che non è andata come l’avevo immaginata». Si, però è andata esattamente come avevano non immaginato ma previsto dai giornali. Giornali verso i quali, Limone, smentendo l’ammissione fatta in conferenza, continuerà a puntare il dito.

L’ambulatorio era chiuso il 14 gennaio, ed era chiuso giorno 15 gennaio. E sarebbe stato chiuso fino a giorno 19 gennaio e magari anche oltre, senza la denuncia dei giornali non allineati e la loro stessa presa di posizione durante la Conferenza stampa. Ma vi rendete conto? Si proprio loro: quei “rompiballe” «i giornalisti cattivoni» pronti a rovinare la festa a chicchessia pur di esternare le proprie idee. E lo facevano sulla carta, ora si sono trasferiti sul web: che guaio. CLIKKA E GUARDA LA NOSTRA VIDEO-SELEZIONE

E Limone minaccia tempesta: «In verità non ho ancora deciso – soggiunge ad un certo punto – se ignorare e mandare in Ansa e basta le notizie o diffonderle capillarmente, cosa che preferirei». Parole che scendono come miele nelle orecchie di molti, ma che non piacciano ai convenuti nelle ultime file. Da Tommasina Casale a Francesca Nardi che precisa: «Se non gradiva le cose che abbiamo scritto, perchè non ha chiesto la rettifica invece di collezionare accuse da riversarci addosso tutte in una volta in simili contesti?»

L’Editore Stefania Modestino capitalizzando la sua lunga esperienza nell’insegnamento concede una lezione – a gratis – anche in questa occasione: «La stampa seria non parla solo con i dirigenti. Un buon giornalista ascolta anche la gente comune e riporta i problemi di tutti. E lei, ci consenta, prima di dire che i giornali hanno scritto il falso, si accerti direttamente di come sono andate veramente le cose».

La situazione precipitata quando Limone chiede di sapere, pubblicamente e direttamente per bocca del Direttore sanitario Moretta, «come stanno veramente le cose a Teano» e si sente rispondere: «Direttore, è tutto ok, riapriamo giorno 19». A Limone i bulbi oculari gli stavano per schizzar fuori dalle orbite e aggiunge: «Moretta, ma il 19 è lunedì! Quindi oggi 15 gennaio è veramente chiuso? E domani è pure? Non è possibile, non erano queste le mie disposizioni». Ci permettiamo di ricordare a Limone e Moretta che, a dire il vero, l’ambulatorio di Teano risultava chiuso anche mercoledì 14 gennaio. Insomma, non lo scriverà nessuno o quasi, ma la smentita è stata smentita. E persino Il Mattino su un servizio di Luisa Conte e Ornella Mincione mette in un titoletto intermedio – seppur non entrando nel merito – la frase: TERAPIA DEL DOLORE, IL MANAGER GARANTISCE LA RIAPERTURA IMMEDIATA DELL’AMBULATORIO DEL DISTRETTO DI TEANO. In maiuscolo e in grassetto e a colori. Ci possiamo accontentare, perchè gli altri cartacei hanno addirittura fatto finta di non aver sentito. Ma va bene così, è il loro destino.

E qui vorremmo che il Direttore Limone ci leggesse bene (come del resto ha dichiarato pubblicamente di fare, e ne siamo onorati), perché vorremmo sapesse per inciso che noi crediamo e speriamo nelle sue intenzioni. Lo consulteremo, alla bisogna. Crediamo che abbia veramente dato disposizione di lasciare aperto Teano. Cosa che dirà commettendo un “lapsus” freudiano. Limone lo fa quando rivolgendosi a Moretta sussurra deluso: «Eppure vi avevo avvertiti, vi avevo detto chiaramente di non chiudere». Ora, se vi è rimasto un briciolo di attenzione riflettete: Perché mai Limone nei giorni della tempesta mediatica avrebbe dovuto dare a Moretta l’ordine di “non chiudere”, se la chiusura non era affatto un eventualità più che possibile? Perché mai Limone nei giorni della tempesta mediatica avrebbe dovuto dare a Moretta l’ordine di “non chiudere” se il nostro articolo non conteneva nemmeno un minimo di pericolo la continuità del servizio e un fondo di verità?

Siamo certi che Limone abbia data questa disposizione di continuità, tempestivamente – in ragione delle avvisaglie dei politici, a loro volta allertati da ciò che avrebbe dovuto allarmare tutti e la sua stessa persona per il verso giusto: il nostro articolo. Un pezzo di cronaca che prevedeva – alla luce di decine di precedenti brucianti delusioni ed esperienze consimili “ante-Limone” – che quell’Ambulatorio avrebbe finito col chiudere i battenti, se non per sempre almeno per un lungo ovvero lunghissimo periodo. Non siamo maghi: semplicemente le nostre analisi sono condizionate dall’esperienza e dalla memoria.

Certo, la cessazione momentanea del servizio non è stata una disposizione in carta da bollo dell’Asl o del Presidente della Regione (il “capo” di Limone), ma è stata una cosiddetta chiusura “di fatto”. Provocata dal trasferimento del personale specializzato da Teano a Sessa Aurunca. Un provvedimento non preceduto ma solo seguito a ruota (con la fretta dettata dalla stampa e dai politici) da un ordine di servizio uguale e contrario, per rimpinguare l’Ambulatorio delle figure necessarie che intanto chiedevano anche delle ferie. Questa cosa è dimostrabile con i numeri di protocollo della catena di disposizioni.

Da qui l’ira finale: «Ma come sarebbe a dire che l’Ambulatorio è chiuso? Non erano queste le mie disposizioni! Moretta: ripristini subito il servizio per domani. Se ci sono altri problemi vengo io stesso a riaprire il reparto». Tutto questo mentre un altro collega, Vito Taffuri, insisteva ad alta voce sulla necessità di «un provvedimento nei confronti di chi ha chiuso l’Ambulatorio, nonostante le direttive ricevute». Taffuri era lì anche come testimone oculare: una sua parente, due giorni prima, era stata raggiunta da una telefonata che disdiceva gli appuntamenti terapeutici.

Siamo alle conclusioni. Dobbiamo spiegare perché abbiamo ritenuto inopportuno replicare al manager Limone con la famosa frase della “figuraccia” di Emilio Fede. Non sarebbe stato giusto: Limone è arrivato da poco tempo. Poi, essendo veterinario si presume sappia perlomeno come prendere certi problemi (e certi personaggi) per le corna.

Dott. Domenico Piperno

Ha dichiarato di non cedere alle pressioni dei politici e di avere un solo riferimento istituzionale: il presidente regionale Roberto Fico. Ci ha fatto capire, indirettamente, forse, anche quale sia la chiave per ottenere qualcosa da lui? Sui ritardi del 118 e sugli “sbarellamenti” che lasciano le ambulanze in “standby” ha dichiarato di non credere a certe scuse e ritardi; e la pensiamo così pure noi. Ma comunque il parco barelle sarà aumentato assieme ai medici per le automediche. Sul 118 ha piazzato un suo fidatissimo, il nuovo direttore della Centrale Operativa 118 di Caserta, Domenico Piperno, un calcolatore, indagatore, un riflessivo che pare sia anche appassionato di pesca e barche, in sostituzione di Roberto Mannella. Ci verrebbe da dire: che vuoi di più dalla vita.

Limone ci ha anche parlato di «50 cantieri aperti», della nuova «presa in carico dei pazienti oncologici». Merita un’apertura di credito politica, sociale e giornalistica? Da parte nostra, per quel che conta: sicuramente. Seppur con beneficio d’inventario. Gli vorremmo recitare la formula «ego te absolvo» per il suo tentativo di smentita (andato male) sulla chiusura di Teano che in effetti c’è stata. E lo faremo volentieri, non appena avrà compreso che l’allarme di Teano era fondato, perchè esistono due forme di chiusura di un servizio sanitario: quella ufficiale “a sua firma” (che non c’è stata nella fattispecie) e quella “di fatto” che invece si è verificata (sempre a Teano) proprio come annunciato da teanoce.

Per il futuro e per resto: braccia aperte alla definita «inversione di paradigma» propugnata da Limone. Magari anche «pagando i convenzionati per risultato e non solo rispetto ai numeri dei casi trattati». Vediamo che accade e cosa cambierà davvero. Dottor Limone comprenda la nostra diffidenza, negli ultimi 30anni abbiamo ricevuto solo riduzioni di personale, chiusure strutture, false promesse, scippi di servizi sanitari; soprattutto a sud del Sud Italia e a nord di Caserta Nord.