Depositata la petizione popolare dalla Comunità Eco-Polis per Via Micheletti
130 firme per il ripristino di una strada da anni impraticabile dopo uno smottamento di terreno
TEANO (Pietro De Biasio) – La notizia, per una volta, non è ciò che manca, ma ciò che c’è. C’è un atto. C’è un protocollo. E ci sono 130 firme. La petizione popolare per il ripristino della strada comunale di via “Macello vecchio”, meglio nota come via Micheletti, è stata formalmente consegnata al sindaco Giovanni Scoglio, al responsabile dell’Area Tecnica-Manutenzione e, per conoscenza, ai capigruppo di minoranza in Consiglio comunale.
Non una raccolta firme folkloristica, ma una petizione ai sensi dell’articolo 37 dello Statuto comunale. Cioè uno di quegli strumenti di partecipazione che esistono sulla carta e raramente arrivano a disturbare la quiete degli uffici. Questa volta sì. A promuoverla è stata la Comunità Laudato si Eco-Polis, rappresentata dal suo referente Fernando Zanni.
L’oggetto è talmente semplice da risultare quasi offensivo per la burocrazia: ripristinare una strada comunale. Non una rotatoria, non un’opera strategica, non un progetto da milioni. Una strada di uso pubblico, soggetta al regime del demanio (artt. 822 e 824 del Codice Civile), ostruita da anni da uno smottamento mai rimosso. Traduzione: il Comune deve intervenire. Non può scegliere se farlo, può solo scegliere quando. E quel “quando” è scaduto da tempo.
La vicenda, va detto, non emerge oggi dal nulla.TeanoCe.it aveva già pubblicato un “fotoreport” puntuale, mettendo in fila fatti, luoghi e omissioni: l’accesso alla via Francigena da via Orto Ceraso, la via romana Adriana, il ponte romano sul rio Messere, un patrimonio storico e ambientale lasciato fuori uso senza un atto formale di chiusura, senza una data, senza una spiegazione.
In compenso, con molta pazienza richiesta ai cittadini. (LEGGI QUI) E mentre l’amministrazione comunale tace, c’è chi agisce. Come Paride Chiappinelli e la consorte, che da anni si prendono cura della Cappella Micheletti, dedicata alla Madonna delle Grazie, che sorge proprio lungo questa strada. Un paradosso tutto locale: il bene spirituale curato dai privati, il bene pubblico abbandonato dal pubblico. Ora però il quadro cambia.
Con la consegna della petizione, tutto è agli atti. E quando tutto è agli atti, finiscono le chiacchiere e iniziano le responsabilità. Lo Statuto parla chiaro: entro trenta giorni il Sindaco deve assegnare la petizione all’organo competente; la decisione va resa pubblica; con oltre cento firme, la questione può arrivare in Consiglio comunale. Non è un suggerimento. È una procedura.
Da oggi, quindi, la via Micheletti non è più una “questione complessa”. È una pratica amministrativa con scadenze precise. Se lo smottamento resterà dov’è, non sarà più colpa del maltempo, né della fatalità, né delle priorità. Sarà una scelta politica. E quelle, di solito, hanno un nome e un cognome.






