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Il libro. “Come sarebbe stata la mia vita con te presente”, incontro con l’autore

A Carano di Sessa, il 24 gennaio, presso Proloco. Faccia a faccia con Colatosti di “Così parlò Bellavista”

SESSA AURUNCA  (Pietro De Biasio) – “Tremila lire…s’avess ’mbriacà”. Una battuta. Apparentemente leggera. In realtà una sintesi perfetta di un modo di vivere, di pensare, di osservare il mondo. È da lì che parte tutto. Da quella frase pronunciata quasi per caso in “Così parlò Bellavista” film cult di Luciano De Crescenzo, ma rimasta impressa nella memoria collettiva come una piccola lezione di filosofia quotidiana.

Dietro quella battuta c’era Napoli. E dietro quella battuta c’era Massimo Colatosti. Il 24 gennaio alle ore 18, presso la sede della Proloco di Carano di Sessa Aurunca, quella voce torna a farsi racconto in occasione della presentazione del suo ultimo libro “Come sarebbe stata la mia vita con te presente”.

La serata sarà introdotta dall’avv. Alberto Verrengia anima e mente di “Generazione Aurunca” e vedrà il saluto istituzionale del sindaco di Sessa Aurunca, Lorenzo Di Iorio, Al centro dell’incontro, naturalmente, l’autore, pronto a condividere con il pubblico il percorso che ha dato vita a un libro intimo, riflessivo, lontano da ogni retorica. Colatosti non è stato semplicemente un attore di Così parlò Bellavista: ne è stato una presenza necessaria, un volto credibile, una voce vera. In quel film-manifesto della cultura partenopea degli anni Ottanta, Colatosti rappresentava l’uomo comune che, senza saperlo, diventa filosofo.

Ed è forse proprio questo il motivo per cui quella scena, quella battuta, non hanno mai smesso di vivere. Nato nel 1955 nella Napoli più autentica, Colatosti cresce artisticamente in un contesto irripetibile, quello della grande stagione culturale partenopea.

Il cinema lo porterà a lavorare con registi e attori di primo piano, da Nanni Loy a Giancarlo Giannini, in film come Ternosecco, Scugnizzi, Croce e delizia. Parallelamente, teatro e televisione, fino alle apparizioni nei programmi simbolo degli anni Novanta. Sempre con uno stile riconoscibile: autentico, umano, profondamente napoletano.

Negli anni della maturità, Colatosti sceglie il territorio aurunco, stabilendosi a Corigliano di Sessa, senza mai recidere il legame con Napoli. Qui trova il tempo giusto per fermarsi e scrivere. Prima i ricordi legati a De Crescenzo, poi questo libro, “Come sarebbe stata la mia vita con te presente”, che cambia prospettiva e tono. Non più il maestro, ma la madre.

Non più la piazza, ma la stanza interiore. Un racconto fatto di attese, desideri, identità mancate e ritrovate. De Crescenzo nel libro La distrazione, “la distrazione è una forma di intelligenza”. E allora fermarsi, ascoltare, lasciarsi andare al racconto di Massimo Colatosti diventa un atto necessario e l’appuntamento del 24 gennaio a Carano è un invito raro a distrarsi bene: con le storie, con la memoria, con l’umanità. E per questo, semplicemente, non va perso.