San Francesco abbandonato. «L’unica testimonianza pittorica dell’antica dimora dei francescani che abitavano quella struttura». La segnalazione di De Simone
L’ex Presidente Proloco Teano: «Possibile che, in un anno così simbolico, l’amministrazione comunale non possa restituire dignità a un affresco secolare?»
TEANO (Pietro De Biasio) – Ci sono anniversari che passano come date sul calendario e altri che bussano alla coscienza. Gli ottocento anni dalla morte di San Francesco appartengono alla seconda categoria: un’attenzione gentile, quasi francescana, per ciò che è piccolo, dimenticato, silenzioso. E a ricordarcelo, con la sobrietà di chi non ha bisogno di presentazioni sulle pagine di TeanoCe.it, è l’ex presidente della Proloco Teanum Sidicinum, Antonio De Simone.

Un post, poche righe, nessuna retorica. Eppure dentro c’è una domanda grande: possibile che, in un anno così simbolico, l’amministrazione comunale non possa restituire dignità a un affresco che già da secoli resiste al tempo e all’indifferenza? Quel dipinto, “conservato”, le virgolette sono d’obbligo, all’interno della Casa Comunale in una parte non più accessibile, è molto più di un ornamento sbiadito.
È l’unica testimonianza pittorica dell’antica dimora dei francescani che abitavano quella struttura. Un frammento di memoria che non fa rumore, non chiede fondi straordinari, non alza la voce. Sta lì, come San Francesco avrebbe voluto: povero, essenziale, ma carico di significato.
La forza della proposta dell’ex presidente De Simone sta proprio qui: trasformare un anniversario importante in un gesto concreto, misurato, coerente con il messaggio francescano. Nessuna enfasi, nessuna celebrazione di facciata, ma un intervento che unisce tutela del patrimonio e memoria collettiva.






