La memoria che canta: “Stornelli d’amore e a dispiettu…e altro” di Esterina De Rosa
La raccolta riporta sulla pagina scritta canti popolari e parole antiche di Casafredda, salvando un patrimonio che rischiava di scomparire
TEANO (Pietro De Biasio) – Entrare in un’edicola è spesso un gesto automatico, quasi distratto. Si cercano titoli noti e copertine che urlano l’attualità. Poi, a volte, accade l’imprevisto: tra giornali e riviste spunta un libretto sottile, silenzioso, che non chiede attenzione ma la merita.
È così che mi sono imbattuto in “Stornelli d’amore e a ‘dispiettu’… e altro”, raccolta curata da Esterina De Rosa. Non un’uscita recente, risale al maggio 2025, ma ci sono libri per i quali il tempo non è una scadenza, semmai un alleato. Purtroppo, oggi questa sana abitudine si sta perdendo. I più giovani, in molti casi, non l’hanno mai avuta: entrare in edicola, sfogliare, lasciarsi incuriosire da ciò che non conoscono, scoprire per caso una storia.
Eppure è proprio in quei luoghi, sempre più rari, che possono ancora nascere incontri inattesi come questo. Sfogliare il volume significa aprire una finestra sulla frazione di Casafredda, su una lingua che rischia di restare solo un’eco lontana. Il dialetto dei nonni, quello che non si studia sui manuali ma si impara ascoltando, qui diventa carta, memoria salvata, gesto quasi civile.
La prefazione lo chiarisce senza retorica: “le parole cambiano, si consumano, spariscono. Metterle per iscritto non è nostalgia, è responsabilità”. Dentro ci sono stornelli d’amore, di dispetto, canti popolari, preghiere, racconti che per anni hanno viaggiato solo per voce. Versi che conservano musicalità, ironia, leggerezza e malinconia.
Una lingua che porta tracce antiche, latine, francesi e che racconta un mondo fatto di relazioni, di piazze e di cortili, lontano dal folklore di maniera. Colpisce anche la dimensione umana del lavoro dell’ex maestra in pensione: i ringraziamenti, i nomi di chi ha custodito questi canti nella memoria, oggi non più presenti ma ancora vivi tra le pagine.
Alla didattica ricordiamo ha sempre affiancato la scrittura, l’animazione educativa e, oggi, l’impegno nel volontariato, guidando un’associazione che promuove creatività e aggregazione attraverso un laboratorio di ceramica. E dal lontano 2005 pubblica libri, poesie e filastrocche, ottenendo anche riconoscimenti nazionali, sempre con un obiettivo chiaro: trasmettere valori e favorire una convivenza più serena.
Forse è arrivato tardi tra le mani di chi scrive. O forse no. Perché certi libri non hanno fretta: aspettano solo il lettore giusto, nel momento giusto. E quando li trovi, anche per caso, capisci che parlarne non è mai fuori tempo. È semmai un piccolo atto di giustizia verso le parole che, un tempo, “facevano cantare i campi”.






