Scuolabus senza passerella per disabili e senza cinture di sicurezza: l’ultimo “favoloso” acquisto del Comune di Teano è una “barriera architettonica mobile”
L’inclusione può aspettare. Nessuno degli scuolabus rispetta le norme trasporto disabili scuola dell’obbligo.
TEANO (EZ & IS) – Poi dicono che siamo rompiscatole e critichiamo l’operato dell’Amministrazione comunale. Per forza: se ne combinano una dopo l’altra mica è colpa nostra, e allora corre l’obbligo di dire come la pensiamo e come stanno ai nostri occhi le cose.
È il caso dello scuolabus vecchio di 15 anni, acquistato per 12.200 euro dal Comune di Giano Vetusto. Un mezzo del 2011, gravato da tasse di possesso non pagate dal Comune proprietario, che ha rimediato ben due fermi amministrativi. Dopo l’acquisto, il mezzo è rimasto in stallo per più di un anno nel comune di Teano, sballottato (Dio solo sa come e da chi) da un’officina meccanica all’altra nei pressi di Caianello.

Alla fine, oggi 24 gennaio 2026, dicono sia operativo. E così sarà. Ma a quei 12.200 euro iniziali, il Comune di Teano pare abbia dovuto aggiungere circa 3.000 euro per le riparazioni (e siamo già a 15.200 euro), e non è finita. Si apprende adesso che lo scuolabus “nuovo ma vecchio e anzi Vetusto” è anche privo della necessaria passerella per gli alunni portatori di disabilità. Udite, udite: lo stesso mezzo è anche privo delle cinture di sicurezza. Cinture che volendole installare ex-novo costerebbero 350 euro per passeggero, che per 21 posti a sedere fanno la bellezza di 7.000 euro che aggiunti ai 15.200 farebbero lievitare il costa del veicolo alla bella cifra di 22.500 euro.
Ma attenzione. Dall’indagine condotta da un nostro “inviato speciale” emerge che «nessuno degli scuolabus del Comune di Teano sia dotato di rampa mobile pneumatica per disabili». Non chiediamo conferma di questo agli amministratori comunali, perché temiamo di conoscere già la risposta: «Non saprei, mi informo e le facciamo sapere». I ritmi della stampa non coincidono con quelli della politica.

E allora, se le cose stanno così, possiamo parlare si o no di uno “scandalo degli scuolabus senza passerella”? A Teano – dove risulta vi siano, purtroppo, bambini con disabilità che presto potrebbero chiedere di usufruire del trasporto scolastico (al quale oggi alcune famiglie provvedono in autonomia) – ciò evidenzia a nostro giudizio una grave carenza di visione politica adeguata alle norme in vigore con ripercussioni strutturali e di inclusione.
Gli amministratori pubblici devono sapere (ma temiamo lo sappiano benissimo, il che sarebbe peggio) che, sia acquistando un mezzo nuovo di zecca che uno usato, gli enti pubblici sono tenuti ugualmente a scegliere veicoli che non comportino la conseguente o anche solo potenziale violazione del diritto alla mobilità e all’istruzione.
Non è solo il caso dello scuolabus acquistato da Giano Vetusto: persino la pianificazione di un bando di gara per l’acquisto di pulmini comunali risulterebbe non valida se prevedesse veicoli privi di passerella o sollevatore pneumatico. E questo non lo diciamo noi, lo dice la legge.

Insomma, in caso di richiesta del servizio (da non escludere) da parte di genitori con figli affetti da disabilità, le porte dello scuolabus “ex Giano Vetusto” rappresenterebbero delle vere e proprie barriere architettoniche illegali. Un fattispecie per la quale l’Ente dovrebbe prendere immediati provvedimenti compensativi. Ma perchè arrivare a tanto? Questo ci chiediamo noi qui. E per tutti gli atri bambini normodotati: reggetevi forte, come nei mezzi mobili dei “Flintstones”; gli antenati.
Vediamo cosa dice la legge: «Gli enti competenti non hanno solo il compito di organizzare il servizio, ma anche quello di selezionare i mezzi adeguati al trasporto scolastico, che devono essere sicuri, comodi e idonei al tipo di utenza. Gli scuolabus devono essere dotati di rampe di accesso, pedane sollevatrici, spazi riservati alle carrozzine e di tutte le attrezzature necessarie a garantire un viaggio comodo e in condizioni di massima sicurezza».
Stavolta i vari geni e responsabili politici locali di questa sconcia situazione nel settore trasporto scolastico, non li vogliamo nominare nemmeno. L’oblio, l’oscuramento, a volte può risultare una ammonizione politica peggiore di una operazione di messa all’indice nominativa.






