I video verità. Allarme acqua sporca dai rubinetti: disagi alle famiglie e danni alle attività commerciali
Piove e i problemi della città vengono a galla, ma sono sempre gli stessi. Si attendono urgenti provvedimenti da parte del gestore: il Comune di Teano
TEANO (EZ) – «Allarme acqua torbida, marrone, dai rubinetti». Il fenomeno, non nuovo per alcuni quartieri di Teano, si ripete e per questo diventa preoccupante nel quartiere Santa Reparata, fino a via Luigi Sturzo. Segnalazioni simili arrivano anche da alcune civili abitazioni di viale Sant’Antonio e via Vincenzo Mancini. Il fenomeno si sta allargando a macchia d’olio.
Alcuni cittadini, preoccupati e scandalizzati, stanno postando video sui loro profili web. Le domande sorgono spontanee: che fare? E la chiamate acqua potabile?
Chi sta indagando sul fenomeno e cosa stanno facendo il Comune di Teano e l’Amministrazione comunale?
Tutto ciò accade dopo le forti piogge di questi giorni. Si prevedono danni anche alle attività commerciali (bar, pizzerie) con l’impossibilità di utilizzare l’acqua del comune — tra l’altro pagata a prezzi stratosferici — e l’intasamento dei filtri. Filtri, anche questi, costosissimi.
Non c’è da scherzarci troppo. Chi sottovaluta il problema o è incauto o un asino matricolato. Infatti, la presenza di detriti, sedimenti (fango) o ruggine durante i temporali nella rete dell’acqua potabile può avere varie origini, alcune delle quali serissime: lo sgrottamento nei serbatoi di accumulo, l’infiltrazione di fango e pioggia nelle vasche piezometriche (e quindi in quota), o il pescaggio di sedimenti direttamente dalle pompe sommerse di sollevamento. L’acqua piovana può infiltrarsi anche direttamente nelle falde. Assieme al fango, però, soprattutto nei casi di depressione della rete, attraverso le falle sui tubi potrebbero viaggiare dei contaminanti di vario genere, anche rischiosi. Acqua sporca in caso di maltempo e pioggia può segnalare anche che la rete imbarca fango da un punto di captazione di acqua sorgiva; in questo caso priva di vasche di decantazione, filtri e sistemi di “controllo allarmato” della qualità del prezioso liquido.
Ciò deve far scattare immediatamente, da parte del gestore (in questo caso il Comune di Teano), una serie di provvedimenti, tra i quali l’avviso ai cittadini di non bere né utilizzare acqua torbida per cucinare finché non torna perfettamente trasparente.
Secondo provvedimento: incaricare persone esperte (non i soliti fontanieri “amici degli amici”, con tutto il rispetto) per individuare le fonti dell’inquinamento e, soprattutto, evitare che si ripresenti il fenomeno. Fenomeno che a Teano, guarda caso, è ricorrente.
Terzo provvedimento inevitabile: attivare i competenti comparti dell’Asl Caserta – servizi igiene e nutrizione – per una serie di prelievi e quindi procedere alle analisi di potabilità (magari servendosi dell’Arpa-Campania) ripetute nel tempo e su un’area più vasta rispetto a quella nella quale si presenta il fenomeno.






