Un giornale sotto il braccio e la cultura come libertà: torna a vivere «L’Indelebile» nel ricordo del prof. Migliozzi
Giulia, Vincenzo, Gaia e Giorgia della classe 5^ Liceo Scientifico del Foscolo ricordano il caro professore nel periodico di nuovo in distribuzione
TEANO (Elio Zanni) – In occasione della cerimonia di premiazione per la seconda edizione del concorso giornalistico intitolato alla memoria del compianto professor Antonio Migliozzi, gli studenti dell’Istituto Foscolo hanno ridato voce a un progetto che profuma di eredità e passione: è tornato in distribuzione un nuovo numero de L’Indelebile, la testata studentesca fondata proprio dal docente per insegnare ai ragazzi il valore della parola scritta.
Tra le pagine del periodico, il cui nome oggi risuona come una promessa mantenuta, spiccano le testimonianze commosse degli allievi della 5^ Liceo Scientifico, gli ultimi ad aver incrociato quel passo discreto che attraversava i corridoi, sempre con un quotidiano sotto il braccio.

Giulia Zarone e Vincenzo Migliozzi ricordano come il professore – citando Calvino – esortasse i ragazzi a «vivere con quella leggerezza che non è superficialità, ma un modo per respirare meglio e guardare oltre l’ordinario». Per lui, la cultura non era un fardello di nozioni, ma un nutrimento capace di rendere liberi. «La sua assenza pesa sul cuore», scrivono gli studenti in una lettera aperta, «ma i suoi insegnamenti non hanno mai lasciato questi banchi. Credeva nel potere dell’ascolto e nel fare squadra, accogliendoci come un padre». Un legame profondo, nutrito da letture come Pinocchio e Il Piccolo Principe, simboli di una ricerca dell’essenziale che andava ben oltre le declinazioni latine, toccando le corde dell’etica e della coerenza.
Il segno lasciato dal docente emerge nitido anche nelle parole di Gaia De Pascale, che sottolinea come il nome della testata, L’Indelebile, rispecchi esattamente l’impronta del suo fondatore: «un uomo dal tratto elegante e schietto, capace di un’ironia satirica e di un rigore grammaticale incrollabile». Il suo impegno era rivolto a tutti, specialmente a chi faceva più fatica a credere nelle proprie capacità, convinto che ogni studente fosse, a modo suo, «in gamba».
A chiudere questo mosaico di ricordi è Giorgia Licciardi, che rievoca l’immagine iconica del professore in giacca e cravatta, pronto a dare del «lei» ai suoi allievi per educarli al rispetto reciproco. «Inizialmente non capivo il suo modo di fare, ma oggi mi ha aiutata a crescere» confessa Giorgia, rivelando di aver scelto la facoltà di Lettere proprio grazie a lui. Una scelta che è il ringraziamento più bello: la consapevolezza che il latino non è inutile e che, un giorno, qualcuno tra quei banchi proverà a seguirne le orme. Il professor Migliozzi non è dunque solo un ricordo, ma un esempio vivo che continua a camminare tra le pagine del suo amato L’Indelebile.







