I fatti di Torino una vergogna nazionale. Dobbiamo tutti chiederci: cosa c’è dietro quel martello e quella mano che lo anima
Siamo tutti Alessandro, l’agente di 29 anni che stava semplicemente svolgendo il proprio dovere. Ora individuate presto il commando d’incappucciati
CRONACA NERA (Elio Zanni) – Abbiamo deciso solo OGGI 1 FEBBERIO 2025, dieci minuti fa ALLE ORE 9.50 di entrare in questo argomento, di far sapere a tutti che ci schieriamo direttamente e senza tentennamenti a favore della Polizia e non solo, genericamente come fanno certe parti politiche, contro la violenza. TROPPO COMODO RESTARE SUL GENERICO E RESTARE AMICI DI TUTTI: A VOLTE BISOGNA PRENDERE POSIZIONE. Per noi i fatti di Torino sono il racconto di un giovane agente, padre di famiglia, che subisce un’aggressione brutale mentre svolge il proprio servizio e come episodio colpisce profondamente la sensibilità di chiunque creda nel rispetto delle istituzioni e soprattutto della persona.
Non vogliamo fare discussioni sui centri sociali. In contesti di tensione sociale, la violenza finisce purtroppo per oscurare qualsiasi dibattito, lasciando spazio solo alla gravità dei danni fisici e morali subiti dalle forze dell’ordine. La vicinanza alle vittime di tali scontri è una posizione che nasce dalla condanna di ogni forma di sopraffazione fisica. ATTENZIONE CLIP VIDEO SCONSIGLIATO A PERSONE SENSIBILI E DI MINORE ETA’ Le scene agghiaccianti del poliziotto picchiato a sangue sono una vergogna nazionale.
Le immagini che arrivano da Torino sono a dir poco spaventose e restituiscono la cronaca di un vero e proprio linciaggio ai danni di Alessandro, un agente di 29 anni che stava semplicemente svolgendo il proprio dovere. Inseguito e accerchiato da un nugolo di incappucciati, il giovane poliziotto è stato travolto da una violenza cieca e ingiustificabile: calci, pugni e persino colpi inferti con quello che appare come un martello, il tutto dopo aver perso il casco protettivo.
Noi non possiamo che schierarci apertamente e con fermezza dalla parte di questo servitore dello Stato, un uomo con una famiglia, una moglie e un figlio, che si è ritrovato nel mirino di una rabbia priva di senso. È fondamentale sottolineare come simili episodi di guerriglia urbana, caratterizzati da attacchi orchestrati con nomi in codice e un dispiegamento di bombe carta e razzi, non siano solo un attacco alle istituzioni, ma risultino profondamente deleteri per l’immagine degli stessi centri sociali.
Azioni di tale ferocia, che lasciano sul campo fioriere distrutte e agenti feriti, finiscono per delegittimare qualsiasi istanza politica, trasformando la protesta in pura criminalità e allontanando inevitabilmente l’opinione pubblica da chiunque pretenda di rappresentare un dissenso sociale attraverso la brutalità. Alessandro è ora ricoverato con contusioni multiple e una ferita da martello già suturata, visibilmente intontito e sconvolto da una furia che lo ha colpito mentre cercava di garantire l’ordine in una città messa a ferro e fuoco.
Pensatela come volete da oggi in poi di noi, di questo giornale, ma pesiamo che simili azioni rovinano l’immagine degli stessi centri sociali che certamente non sono tutti della stessa risma. Ma quel martello, quel martello e la mano che lo anima sono il frutto di certe frange politiche di questa nazione che vanno punite col voto, non con l’astensionismo. La solidarietà di questo giornale va a alla Polizia, a lui, quel ragazzo e ai suoi colleghi che, intervenendo tempestivamente, hanno evitato che l’aggressione avesse esiti ancora più drammatici.






