Esclusiva. Scoperta spaventosa voragine a Santa Reparata: si indaga sul rischio inquinamento dell’acqua potabile. Video
Nelle campagne di Teano un cratere pericoloso per persone e animali. Ipotesi di legami con l’infiltrazione di fango e altri contaminanti nella rete idrica comunale
TEANO (Elio Zanni) – Spaventosa scoperta nelle campagne di Teano, in zona Santa Reparata, dove da almeno sette giorni si è aperta una larga e profonda voragine nel terreno. Il baratro, a forma di cono capovolto dal diametro di quasi tre metri e profondo circa sei, mostra sul fondo una vena d’acqua sorgiva di considerevole portata, che potrebbe appartenere al sistema di alimentazione del campo di vasche accumulo acqua potabile denominato “Acquarotta”. Invieremo questo articolo al sindaco di Teano quale prima autorità sanitaria locale. Occorre l’immediato intervento della Protezione civile locale e forse anche regionale. Si dovrà provvedere ad allertare anche i Vigili del Fuoco. É passata ormai la mezzanotte tra domenica 1 febbraio mentre analizziamo e pubblichiamo il video su youtube. La speranza è che nella mattinata di oggi 2 febbraio 2025 s’intervenga per mettere ulteriormente in sicurezza il sito.
Per alcuni residenti della zona e persone esperte consultate, sarebbe plausibile ritenere (e comunque certamente da indagare) che sia stato proprio da questo punto che da circa una settimana e ancora oggi 2 febbraio 2026 sia partita e sia in corso la contaminazione di terreno che ha reso melmosa l’acqua alle fontanine pubbliche e presso le civili abitazioni in una vasta area, in quasi tutto il centro di Teano e anche nelle frazioni Casi e Casamostra. Nelle due predette frazioni il fango è arrivato grazie alla rete “magliata” (ossia interconnessa) dal bypass idrico: ponte di Sant’Antonio Teano-Collina impianto idrico Garibaldi.

Con un’ordinanza sindacale, ancora vigente, l’acqua è stata dichiarata non potabile. Stamattina 2 febbraio 2025 come da programma l’Asl Caserta dovrebbe iniziare i prelievi e poi le analisi di potabilità dell’acqua di Teano. Ma in quale punto della rete è iniziata la contaminazione? Analisi tempestive avrebbero potuto fornire, forse, delle utili indicazione sul luogo e il motivo della contaminazione e invece sono state programmate solo per stamattina. A sette giorni dall’evidenziarsi del fenomeno. E allora si nutre speranza che la chiave dell’enigma potrebbe risiedere proprio nella nostra eccezionale e pericolosa scoperta nelle campagne di Santa Reparata, dove correrebbero due acquedotti, uno antico e di origini romane e il secondo di più recente posa; relativamente parlando.
Tanto, posto che — come molti asseriscono e come la nostra testata ha tentato di verificare – da quella zona ACQUAROTTA – SANTA REPARATA sia effettivamente ancora attiva (sulla sua esistenza non ci sono dubbi) una condotta di trasporto dell’acqua potabile (la cosiddetta dorsale idrica di avvicinamento) che poi raggiunga la rete comunale in prossimità della chiesa di Santa Reparata. L’andamento della rete di che trattasi (presumibilmente in ghisa malleabile con tronchi di tubo da 6m, diametro da determinare e teste in canapa e piombo battuto) è abbozzata in uno schema che pubblichiamo nel piedone di questo servizio; senza pretese di esattezza tecnica. Da quel punto cardine sulla strada comunale, ossia davanti alla chiesa, l’acqua sorgiva salendo per via San Terenziano raggiungerebbe, tramite una pompa di rilancio (informazione anch’essa da verificare), i serbatoi piezometrici del campo pozzi Santa Reparata, che sfruttano l’ubicazione orografica elevata rispetto al panorama guadagna pressione per la rete cittadina. GUARDA IL VIDEO ESCLUSIVO
In questa scoperta, che per quanto riguarda la contaminazione dell’acqua potabile di Teano attende conferme ufficiali, si profilerebbero aspetti e situazioni gravissime. Per questo è tutto da accertare subito. Questioni logistiche e tecniche come la possibile mancata clorazione dell’acqua dal punto di captazione, fatti gravi se confermti sotto il profilo civile, amministrativo e politico. Queste criticità descritte e mostrate in video non hanno lo scopo di creare allarmismo, quanto piuttosto di contribuire a individuare il possibile punto di origine del problema idrico, informare le autorità competenti (qualora non lo fossero ancora…) e SOPRATTUTTO mettere in guardia chiunque intendesse avventurarsi nella zona della pericolosa voragine. La voragine non è una ipotesi ed è un problema da risolvere con estrema urgenza. GUARDA IL VIDEO ESCLUSIVO

Certo è che nella stessa area insistono impianti di proprietà comunale in stato di abbandono da molti anni. Si notano in particolare tre manufatti in cemento armato, due dei quali posti a custodia e sovrastanti delle vasche di accumulo dell’acqua potabile. Uno dei quali di minori dimensioni, precedentemente allestito per la clorazione manuale con la tecnica “a sgocciolamento”. I residenti sostengono che da molto tempo non si eseguano più opere di manutenzione, situazione che sarebbe peggiorata da quando è venuta a mancare la regolare supervisione dell’accorto manutentore comunale – il signor Camasso – in pensione da parecchi anni. Si apprende inoltre che il Comune aveva fatto installare un sistema automatico di clorazione con pannelli solari, anch’essi attualmente abbandonati. Tutto è fermo a parecchi anni fa. GUARDA IL VIDEO ESCLUSIVO
RICAPITOLANDO. Restano da accertare diversi elementi: se la condotta dal campo “Acquarotta” raggiunga effettivamente il nodo della rete comunale presso la chiesa di Santa Reparata e se sulla condotta contenente acqua EVENTUALMENTE non ancora clorata vi siano allacci ad utenze private. Certo è che i residenti delle case sparse lungo la strada che conduce agli impianti sono stati i primi a segnalare la sostanza fangosa che fluiva dai rubinetti di casa. A segnalare la presenza del profondo crepaccio è stato invece un cacciatore che si trovava casualmente in zona; grazie alla sua collaborazione abbiamo acquisito foto e video del fenomenale baratro riprendendo le scene direttamente dal suo telefono portatile.
La voragine costituisce un grave pericolo per la pubblica e privata incolumità, essendo situata in un’area accessibile a cercatori di funghi, escursionisti, scout e cacciatori. Vi è inoltre il rischio che la caduta di animali selvatici possa contaminare ulteriormente la rete cittadina; qualora fosse confermato il collegamento tra il flusso d’acqua sul fondo della buca e l’acquedotto di Teano. Con l’aiuto di un agricoltore locale, la voragine è stata circoscritta con del nastro segnaletico (nastro vedo) poiché rappresenta un pericolo assoluto per la sicurezza. Qualunque potrà essere l’esito delle ulteriori indagini rimane da spiegare: che fine ha fatto l’enorme massa di terreno agricolo nel punto in cui ora esiste una pericolosa buca?

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