In ricordo di «Silviuccio»: un cuore grande al servizio dello sport locale
«E che credi, che è così che si fa il Presidente?»
TEANO (EZ) – Oggi la città di Teano, e in particolare il mondo dello sport locale, si stringe nel ricordo di una figura indimenticabile. Gli sportivi che seguono lo Zupo Teano nelle sue nuove vesti, gli amici di sempre e i parenti onorano la memoria di un uomo che è stato molto più di un semplice cittadino: un vero personaggio, il caro Silvio Melese, per tutti semplicemente «Silviuccio».
Ci lasciava all’inizio del 2014, e il suo funerale, celebrato il 4 febbraio, vide la partecipazione di oltre mezzo paese, accorso per tributargli l’estremo saluto. Aveva solo 48 anni. Silvio era un uomo del popolo, sempre presente tra la sua gente e sui campi di calcio, spesso circondato dagli amici più cari. Il suo pensiero era costantemente rivolto alla squadra: che fosse la trattativa per un nuovo giocatore che desse lustro alla città o l’impegno costante nel reperire sponsor. Erano anni complessi, in cui le risorse scarseggiavano nelle tasche di commercianti e cittadini, eppure Silvio non si dava per vinto, mosso da una passione incrollabile per il “pallone”.
Appartenente a una storica famiglia che da generazioni gestisce l’attività di onoranze funebri sul territorio (insieme a Marco, Massimo e Sandro), Silvio era un esempio di abnegazione. A chi gli chiedeva il perché di tanto sforzo, rispondeva con una domanda che è rimasta scolpita nella memoria collettiva:
«E che credi, che è così che si fa il Presidente?»
E Presidente dello storico Zupo Teano lo era per davvero, portando la squadra a risultati straordinari. Sotto la sua guida, lo stadio tornò a vibrare: grazie alla sua cortesia, alla sua disponibilità e a un impegno quasi magico, Silvio riusciva a riempire gli spalti, trasmettendo a tutti il suo entusiasmo.
Furono proprio queste qualità umane a essere sottolineate da Don Tommaso Nacca durante la celebrazione nella Cattedrale di Teano. Quel pomeriggio di febbraio di 12 anni fa, la comunità salutò un uomo grande di nome e di fatto. Un ricordo, quello di «Silviuccio», di una persona umile, del popolo, che come può succedere solo a pochi altri, il tempo non potrà mai scalfire.






