Cronaca bianca

Protezione Civile, Regione Campania alza la voce: «Basta abusi». Ma ancora troppi Comuni ignorano le regole

Niente improvvisazioni, niente richieste informali “all’amico politico che sta in quella associazione…”.

TEANO / COMUNI CASERTANI / CAMPANIA (Elio Zanni) – Nonostante i continui richiami della Regione Campania, il messaggio fatica a passare, specialmente in molti comuni dell’Alto casertano. Qui, troppo spesso, le amministrazioni locali sembrano fare “orecchie da mercante”, continuando a ignorare le disposizioni ufficiali e dando un pessimo esempio di correttezza istituzionale. È ora di fare chiarezza:I VOLONTARI DELLA PROTEZIONE CIVILE NON SONO “TUTTOFARE” NÉ SOSTITUTI LOW-COST DELLE FORZE DELL’ORDINE. Questo è un messaggio preventivo che ci sentiamo di mandare a tutti i comuni, nondimeno, quindi, al Comune di Teano. E per i duri di testa – e gli amministratori comunali prevenuti e i sindaci prevenuti contro chi si permette di esprimere un proprio pensiero – spieghiamo qui che stiamo parlando a protezione della Protezione Civile e con contro.

La normativa è cristallina: è severamente vietato impiegare i volontari per compiti di sicurezza, controllo varchi, gestione della viabilità o funzioni da steward durante sagre, processioni e feste patronali. Chi utilizza le divise gialle per queste mansioni commette un abuso che espone tutti a rischi legali enormi. La Protezione Civile può intervenire esclusivamente per l’assistenza alla popolazione (distribuzione acqua, supporto logistico, informazioni), e solo se tali attività sono formalmente previste in un Piano comunale di Protezione Civile approvato. Niente improvvisazioni, niente richieste informali “all’amica del cuore o all’amico politico che sta in quella associazione…”.

Le conseguenze per chi non si adegua sono pesantissime. Le associazioni che accettano compiti non autorizzati rischiano la sospensione dei contributi, verbali immediati e, nei casi più gravi, la cancellazione definitiva dall’Albo regionale del nucleo di Protezione civile locale. C’è poi il lato oscuro della responsabilità: se un volontario viene impiegato fuori dalle sue mansioni, la copertura assicurativa decade, lasciando i Presidenti delle associazioni a rispondere personalmente di eventuali incidenti o risarcimenti danni.

Ma la responsabilità non è solo del volontariato. I Comuni e quindi i sindaci e gli organizzatori che continuano a ignorare queste direttive rischiano sanzioni amministrative e, soprattutto, sanzioni penali per l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità (Art. 650 C.P.). Il recente e drammatico intervento dopo il crollo di Casoria nel gennaio 2026 ha dimostrato quanto sia vitale avere una Pc pronta e concentrata sulle vere emergenze.

È inaccettabile che, per ignoranza (questa è la prima causa), pigrizia o risparmio, si continui a giocare con la sicurezza e con la dignità del volontariato. Il rispetto delle regole non è un optional, specialmente per chi rappresenta le istituzioni sul territorio.